Spread sotto 130 punti prima del board BCE

Spread BTp-Bund sotto 130 punti base prima della conclusione del board BCE di domani. Novità con il comunicato pomeridiano.

di , pubblicato il
Board BCE

Si riunisce domani per l’ultima volta quest’anno il board della BCE, chiamato a decidere sul “tapering”, ovvero sulla riduzione degli stimoli monetari. In mattinata, lo spread BTp-Bund a 10 anni si attesta sotto 130 punti base, con il bond decennale italiano ad offrire lo 0,93%, tenendosi ben al di sotto della soglia dell’1%.

C’è molta attesa sui mercati per l’esito di questa riunione. E’ quasi certa la conclusione alla fine del marzo prossimo del PEPP, il programma di acquisti dei bond da 1.850 miliardi di euro e varato nel marzo 2020 contro la pandemia. La vera notizia sarà un’altra: cosa succederà dopo. Resta in vigore il “quantitative easing” (QE), ad oggi fissato in 20 miliardi di euro al mese. Stando alle indiscrezioni, questo programma diverrebbe più “flessibile”.

Board BCE e la flessibilità del QE

Sul concetto di flessibilità non è detto che domani stesso il board BCE ci dica qualcosa di chiaro. Essa è intesa, anzitutto, come la possibilità per l’istituto di variare l’entità degli acquisti in base alle condizioni del mercato. Con una pandemia ancora in essere e un’inflazione attesa in ascesa fino ai primi mesi dell’anno prossimo, probabile che Francoforte valuti favorevolmente questa opzione per non legarsi le mani. Dopodiché appare molto più complicato tendere alla medesima flessibilità del PEPP.

Il QE non consente alla BCE di acquistare titoli con rating “non investment grade” e in violazione del “capital key”, la regola per cui gli acquisti sono dosati su ciascun mercato sulla base del PIL. Infine, l’istituto non può detenere più di un terzo del debito pubblico di uno stato. Tutte condizioni che limitano l’efficacia del programma nel caso in cui servisse a sostenere particolarmente un dato mercato contro il rialzo dei rendimenti.

D’altra parte, furono pretese dalla Bundesbank proprio per impedire alla BCE di monetizzare i debiti sovrani.

La minore flessibilità del QE rispetto al PEPP è la ragione fondamentale per cui lo spread della Grecia si è ampliato maggiormente che in Italia. I rendimenti a 10 anni di Atene viaggiano all’1,30%, quando fino all’agosto scorso erano uguali o persino inferiori ai livelli italiani. I “sirtaki” bond non possono essere acquistati dalla BCE con il QE, a causa dei bassi rating.

[email protected] 

Argomenti: ,