Spread in contrazione dopo dati su inflazione europea

Il differenziale fra Btp e Bund scende a 96 punti. L’inflazione resta debole e la BCE potrebbe adottare altre misure di stimolo

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Il differenziale fra Btp e Bund scende a 96 punti. L’inflazione resta debole e la BCE potrebbe adottare altre misure di stimolo

Tornano a scendere i rendimenti dei BTP. Il biennale offre tassi negativi, mentre il decennale prezza 104,50 e rende poco più di 1,51%. Valori mai visti prima. Lo spread Btp/Bund, invece,  ha archiviato la seduta a 96,14 punti base rispetto ai 98,77 pb della chiusura di ieri dopo la pubblicazione dell’inflazione preliminare di dicembre dell’Eurozona. Il dato e’ salito dello 0,2% a livello annuale, in linea con quello di novembre e l’indice core e’ cresciuta dello 0,9% a/a. I numeri sull’inflazione complessiva dell’Eurozona sono stati piu’ deboli delle attese “principalmente a causa della volatilita’ dei suoi componenti e per il continuo contributo negativo dei prezzi dell’energia”, afferma Teunis Brosens, analista di Ing. L’esperto sottolinea che “la paura che effetti secondari vadano a indebolire l’inflazione core non puo’ essere ignorata”. L’indicatore e’ sceso allo 0,86% a/a dal precedente 0,93%, peggior valore in sei mesi.Inoltre “a meno di un aumento dei prezzi del greggio, l’inflazione complessiva potrebbe riavvicinarsi allo zero in estate”.  

Inflazione debole, la BCE pronta a intervenire nuovamente

  Secondo Brosens, al momento, “la Bce risparmiera’ potenza di fuoco in attesa di evidenze piu’ convincenti sugli effetti secondari e altri dati economici”. Ieri l’indice dei prezzi al consumo tedesco, sempre secondo la lettura preliminare, e’ sceso dello 0,1% a livello mensile, ben al di sotto delle attese del consenso che invece si aspettava un incremento dello 0,2%, ed e’ cresciuto dello 0,3% su base annuale, deludendo anche in questo caso le previsioni (+0,6%). L’attuale contesto dei mercati potrebbe lasciare aperte le porte ad un aumento delle differenze tra i Paesi dell’Eurozona sul mercato obbligazionario, specie con gli outlook sull’offerta di titoli di Stato che variano sensibilmente tra i 19 membri del blocco, afferma Jan von Gerich, capo strategist di Nordea.

L’esperto puntualizza che gli acquisti della Bce continueranno “senza dubbio” a frenare l’allargamento degli spread, ma il QE e’ ormai una “vecchia notizia”. Per Von Gerich, visto il calo del 40% delle emissioni obbligazionarie di Irlanda e Olanda rispetto allo scorso anno, “e’ difficile pensare che tali mosse non abbiano un impatto materiale sullo sviluppo dei differenziali” di rendimento tra Paese e Paese.

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