Spread e rendimenti in risalita, il BTp a 5 anni torna positivo sulla crisi politica a Roma

Le forti tensioni nella maggioranza "giallo-rossa" e la possibile apertura di una crisi di governo mettono allarme tra gli investitori.

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Crisi politica e BTp

Si allarga il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi. Stamane, è salito attorno ai 114 punti base, ai massimi da una settimana. E’ davvero troppo poco per parlare di allarme spread, che di fatto non c’è. Tuttavia, la direzione che i BTp stanno imboccando sul mercato in queste ultime sedute è negativa. Ieri, il rendimento a 10 anni è salito allo 0,64%, il livelli più alto da inizio dicembre. E oggi, a tratti il rendimento a 5 anni dell’Italia è tornato positivo. A scatenare le vendite è la preoccupazione degli investitori per la crisi di governo in corso. Approvato il “Recovery Plan” da 222 miliardi di euro al Consiglio dei ministri con l’astensione di Italia Viva, adesso sembra quasi certo che l’ex premier Matteo Renzi ritiri l’appoggio all’esecutivo.

Esiste un rischio rating sovrano per l’Italia e quanto impatterebbe il “downgrade” sui BTp?

I mercati detestano l’instabilità e questo vale sempre e in ogni dove. A maggior ragione, temono per l’esito della crisi in Italia, in cui le principali forze di opposizione vengono percepite “euro-scettiche”. Basti pensare a cosa accadde allo spread nel corso del 2018, sin dalla nascita del primo governo Conte, retto dall’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega. Arrivò ad esplodere fino a oltre 330 punti base nei giorni delle forti tensioni tra Roma e Bruxelles sul deficit.

Rischiamo di tornare a quelle settimane buie? Ecco perché questo scenario appare remoto e non dovremmo vendere sulla base dell’emotività, sebbene l’altro ieri Moody’s abbia messo in guardia Italia, Spagna, Cipro e Portogallo sugli scarsi margini di manovra fiscale disponibili nel caso di un nuovo shock, a causa dei livelli di debito elevati.

Di seguito, vi elenchiamo i possibili sbocchi a questa crisi:

  1. Rientrano le tensioni e Renzi conferma il sostegno a Conte: ipotesi ormai poco probabile, ma nel caso lo spread BTp-Bund tornerebbe a scendere e i rendimenti dei BTp lungo la curva si ridurrebbero;
  2. Renzi viene sostituito in Parlamento da un gruppo di “responsabili”: l’equilibrio precario non verrebbe percepito granché bene dai mercati, ma almeno lo spread non salirebbe sull’allarme cessato delle elezioni anticipate. L’ipotesi appare probabile;
  3. Il governo Conte cade e viene sostituito da un nuovo governo di larghe intese o “tecnico”: sarebbe un esito molto gradito ai mercati, perché darebbe stabilità politica all’Italia e probabilmente fino alla fine della legislatura. Lo spread stringerebbe e i rendimenti italiani scenderebbero lungo la curva, specie se a guidare il nuovo esecutivo fosse una personalità dal tenore di Mario Draghi. Ipotesi poco probabile;
  4. Scioglimento delle Camere ed elezioni anticipate: lo spread infurierebbe sul timore di una vittoria del centro-destra, poco amichevole nelle relazioni con Bruxelles. Gli stimoli monetari della BCE eviterebbero fiammate del livello di tre anni fa, ma le vendite si farebbero sentire. A questo punto, bisognerebbe vedere chi vincerebbe le elezioni. L’ipotesi appare poco probabile, ma non da escludere negli ultimi giorni.

La quarta ipotesi potrà esitare un doppio scenario: vittoria del centro-destra, vittoria dell’alleanza tra M5S e PD. Nel secondo caso, va da sé che lo spread e i rendimenti tornerebbero nettamente a calare e i mercati festeggerebbero con nuovi acquisti di BTp. Nel primo caso, gli investitori resterebbero alla finestra fino a quando il governo non farebbe le sue prime mosse in ambito europeo e di politica economica. Ad essere onesti, specie dopo la dura lezione del 2018, nessuno credibilmente dovrebbe attendersi chissà quali tensioni tra Roma e Bruxelles. Oltre tutto, attualmente sui conti pubblici il controllo della Commissione risulta di molto allentato per via della pandemia, mentre sarà importante che Palazzo Chigi segnalasse l’intenzione di procedere con riforme economiche strutturali di sostegno alla crescita e alla solidità fiscale, esternando un linguaggio non bellicoso e rassicurante. Alla lunga, lo spread dovrebbe tornare a scendere. Il rischio Italexit è da considerarsi remoto, per non dire escluso del tutto.

E se mai dovesse accadere un evento simile qualche giorno, non sarebbe per volontà di Roma.

Cosa faccio se ho BTp in portafoglio?

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