Spread e BTp: la reazione agli annunci di Draghi, tornato “colomba” e ai mercati non basta

I BTp riducono i guadagni e le borse scendono nell'Eurozona dopo il board della BCE, che ha eppure esitato una svolta "dovish", con novità importanti su tassi e prestiti mirati alle banche.

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I BTp riducono i guadagni e le borse scendono nell'Eurozona dopo il board della BCE, che ha eppure esitato una svolta

Spread BTp-Bund a 10 anni a 275 punti base, con il decennale italiano a offrire il 2,52%, quando manca poco alla fine della seduta. Tuttavia, i bond tricolori riducono fortemente i guadagni registrati nel corso della giornata, quando sui 10 anni i BTp erano arrivati a rendere meno del 2,50%. A deludere è stata la BCE, che oggi ha tenuto il suo quarto board dell’anno e che pure ha esitato novità importanti.

Anzitutto, i tassi sono stati confermati ai livelli previgenti, ma nel comunicato ufficiale l’Eurotower ha chiarito che li terrà invariati “almeno fino alla prima metà del 2020” e, comunque, fino a quando il target d’inflazione non verrà centrato stabilmente a “vicino, ma poco inferiore al 2%”.

Spread BTp-Bund sotto 280 punti, BCE verso nuovo round di “quantitative easing”?

Si consideri che negli ultimi mesi, la BCE aveva modificato la “forward guidance”, spostando il probabile avvio della stretta monetaria dall’estate di quest’anno alla “fine del 2019”, per cui oggi ha allontanato la normalizzazione dei tassi di almeno altri 6 mesi. Inoltre, sono stati forniti dettagli tecnici sulle aste T-Ltro, quelle che dal settembre prossimo e fino al marzo 2021 con cadenza trimestrale erogheranno liquidità a medio-lunga scadenza alle banche dell’Eurozona.

Si apprende che i prestiti verranno erogati al tasso di base dello 0,1% superiore al tasso di riferimento, ma che nel caso in cui le banche li utilizzeranno per accrescere a loro volta prestiti a imprese e famiglie (esclusi i mutui) di almeno il 2,5% entro il marzo 2021 rispetto ai livelli del febbraio scorso, i tassi verranno ridotti fino a un livello minimo di 10 punti base al di sopra di quelli applicati ai depositi “overnight”. Allo stato attuale, ciò equivale ad affermare che le banche dell’area potranno accedere ai prestiti a un tasso d’interesse annuo compreso tra un massimo dello 0,1% e un minimo del -0,3%. Nel caso in cui i prestiti delle banche risultino aumentati di una percentuale inferiore a quella indicata, i tassi applicati salirebbero proporzionalmente.

Il mercato ha reagito male a Draghi

Quanto alle previsioni macro su inflazione e pil, la BCE si attende un lieve miglioramento per quest’anno rispetto alle stime di marzo, ma un lieve peggioramento per il prossimo biennio.

I mercati finanziari hanno bocciato le novità, evidentemente aspettandosi di più da Francoforte, tenuto conto che l’Australia questa settimana ha tagliato i tassi e la Federal Reserve si è detta pronta a farlo. Piazza Affari cede l’1,4% mentre scriviamo, l’Eurostoxx lo 0,26%. Eppure, la BCE si è mostrata ben più “colomba” di quanto ci si potesse aspettare, anche se sostanzialmente per via dell’indebolimento della congiuntura nell’Eurozona, cosa che sta sostenendo i prezzi dei Bund ai nuovi massimi storici. Il decennale tedesco offre il -0,23%, persino poco meno dei minuti immediatamente precedenti la pubblicazione del comunicato alle ore 13.45.

Come le aste T-Ltro ridurranno spread e correlazione tra banche e BTp

Probabile che i mercati si aspettassero, più che un ulteriore taglio dei tassi, la riesumazione degli acquisti netti di assets realizzati con il “quantitative easing” e sospesi solamente alla fine del dicembre scorso. Tuttavia, sarebbe solo questione di tempo. Complice il tracollo delle quotazioni petrolifere a 60 dollari al barile per il Brent, difficile che l’inflazione nel breve acceleri nell’Eurozona, per cui l’istituto si troverebbe presto costretto ad agire per evitare che le aspettative d’inflazione scendano ulteriormente e si allontanino pericolosamente dal target. Ecco spiegato perché i Bund stiano trascinando verso il basso i rendimenti di tutta l’Eurozona, con i BTp a continuare a distinguersi per i livelli relativamente assai elevati, ma comunque in calo anch’essi, nonostante la richiesta della Commissione al Consiglio europeo di aprire la procedura d’infrazione contro l’Italia per debito eccessivo.

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