Spread Btp Bund in rialzo e crollo dei titoli bancari in borsa

Il rendimento del Btp a 10 anni torna a salire a 1,50% e il differenziale col bond a 10 anni tedesco tocca 130 bp

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il rendimento del Btp a 10 anni torna a salire a 1,50% e il differenziale col bond a 10 anni tedesco tocca 130 bp

Lo spread Btp/Bund, dopo un avvio di seduta poco mosso, è arrivato a trattare a 130 punti base rispetto ai 120 pb della chiusura di ieri. Il rendimento del bond decennale tedesco tratta in calo (0,21%) vista l’avversione al rischio sulle Borse, con il Dax che lascia sul terreno l’1,91% e con i prezzi del petrolio che viaggiano in ribasso. Il Btp a 10 anni è tornato a rendere 1,53%, mentre sulla parte lunga della curva, il btp a 30 anni rende il 2,60%.  A supporto del comparto dei governativi della zona euro gioca la politica monetaria ultraespansiva della Banca centrale europea, che acquista sul mercato titoli, in prevalenza del settore pubblico, al ritmo di 80 miliardi al mese, schiacciando i tassi d’interesse. Un approccio non privo di controindicazioni ma a cui in questa fase non ci sono alternative, ha rivendicato ieri il presidente della Bce Mario Draghi, respingendo le critiche che arrivano soprattutto dalla Germania, mentre stamane Benoit Coeurè, membro del comitato esecutivo di Francoforte, ha sottolineato come banche e mercati stiano gestendo senza grosse difficoltà lo scivolamento dei tassi in territorio negativo.  

La Commissione Ue rivede al ribasso le stime di crescita del Pil

  Il sentiment, tuttavia, già appesantito dai deboli Pmi cinesi, è peggiorato dopo che la Commissione europea, nelle sue previsioni economiche di primavera, ha tagliato le stime di crescita del Pil dell’Eurozona dall’1,7% all’1,6% per quanto riguarda il 2016 e dall’1,9% all’1,8% per il 2017. Inoltre restano considerevoli rischi e incertezze sostanziali sull’outlook dell’economia dell’Eurozona. I rischi esterni includono la possibilitá di una crescita piú lenta nei mercati emergenti, in particolare in Cina. L’incertezza legata alle tensioni geopolitiche rimane poi alta e potrebbe influenzare le economie europee piú negativamente di quanto attualmente previsto. Anche movimenti bruschi dei prezzi del petrolio o turbolenze sui mercati finanziari potrebbero frenare la crescita europea. Inoltre i rischi associati a sviluppi interni all’Ue rimangono notevoli, come ad esempio per quanto riguarda il ritmo di attuazione delle riforme strutturali o l’incertezza in vista del referendum sulla Brexit. Al contrario però, precisa la Commissione, l’impatto positivo delle riforme strutturali potrebbe risultare maggiore di quello stimato e la trasmissione delle politiche monetarie molto accomodanti della Bce nell’economia reale potrebbe rivelarsi piú forte del previsto.

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Argomenti: Mercati Emergenti, Btp

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