Spread BTp-Bund e l’impatto della terza ondata dei contagi Covid, ecco perché può scendere ancora

Il differenziale di rendimento tra titoli di stato italiani e tedeschi resta sotto 100 punti base, ma potrà diminuire ulteriormente per via della pandemia. Vediamo perché.

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L'impatto della terza ondata sullo spread

E’ stata una settimana complessivamente positiva per i titoli di stato italiani, e non solo. Il rendimento del BTp a 10 anni è sceso allo 0,63% dallo 0,67% di venerdì scorso, mentre il decennale tedesco è sceso dal -0,29% al -0,34%. Lo spread BTp-Bund resta sotto i 100 punti base e del resto è stato anche il Bollettino economico della BCE, pubblicato ieri, ad avere sottolineato come il differenziale dei bond tricolori si sia “notevolmente ridotto” con la nascita del governo Draghi.

Nelle ultime settimane di vita del governo Conte, lo spread si aggirava in area 115-120 punti base, mentre a febbraio era arrivato a scendere sotto i 90, contestualmente al giuramento del nuovo premier. Il restringimento segnala la riduzione del rischio sovrano percepito.

Rendimenti e spread in caduta libera dopo il board della BCE

Ma i rendimenti italiani si confermano i più alti dell’Eurozona dopo quelli greci. Il decennale spagnolo, ad esempio, offre oggi lo 0,31%, per cui Madrid ostenta ancora uno spread di 65 punti con la Germania. Condizione necessaria per un ulteriore restringimento dello spread BTp-Bund sarebbe l’affievolimento del rischio sovrano italiano sui mercati. A tale riguardo, la differenza la farebbe l’uscita dalla recessione. L’Italia con ogni probabilità tornerà a crescere stabilmente dal secondo semestre di quest’anno, un po’ come la Germania. Le restrizioni anti-Covid restano attive per frenare la terza ondata dei contagi, strozzando la ripresa e rinviandola ai mesi prossimi.

Recrudescenza del virus meno severa in Italia

La crescita dell’economia europea dipenderà dall’andamento dei casi. Nell’ultimo mese, sono quasi raddoppiati in Germania (+92%) e ai massimi da metà gennaio. In Italia, l’impennata si mostra più contenuta (+53%), ma rileva particolarmente il raggiungimento del picco, mentre i contagi tedeschi continuano a salire.

Per contro, il numero dei morti al giorno sono diminuiti del 40% in Germania e aumentati del 40% in Italia nell’ultimo mese a livelli assoluti ben maggiori. Probabile, però, che Berlino risenta negativamente del boom dei contagi nelle prossime settimane.

La cancelliera Angela Merkel ha imposto un giro di vite delle misure anti-Covid per aprile, pur avendo dovuto fare marcia indietro sul “lockdown” totale nei giorni di Pasqua. Anche l’Italia ha inasprito le restrizioni, ma forse ci stiamo lasciando il peggio alle spalle, mentre lo stesso non si potrebbe dire dei tedeschi. Se da un lato i Bund beneficiano proprio di questo clima di paura e frustrazione per la terza ondata, dall’altro i BTp avrebbero la possibilità di accorciare le distanze con l’eventuale graduale uscita dalle restrizioni un po’ prima di Berlino. Infine, pur tra mille difficoltà, l’Italia sembra avere preso in mano la gestione della crisi sanitaria con annessa campagna vaccinale, mentre il governo Merkel naviga a vista e sembra sprofondato in uno stato confusionale.

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