Spread Btp Bund a 135 punti e Btp a 1,38% in attesa della Bce

Mercati fermi e spread Btp Bund al palo in attesa della riunione della Bce. Draghi parlerà di estensione del quantitative easing

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Mercati fermi e spread Btp Bund al palo in attesa della riunione della Bce. Draghi parlerà di estensione del quantitative easing

Lo spread Btp Bund tratta a 135 punti base rispetto ai 136 della chiusura di ieri in attesa degli esiti della riunione della Banca centrale europea e delle parole del presidente Mario Draghi. Il Btp a 10 anni resta stabile a 1,38% di rendimento.

Per gli analisti di Unicredit è improbabile che la Bce annunci nuove misure nella riunione odierna. Visto che i comitati sono ancora al lavoro sugli aspetti tecnici di un’eventuale estensione del QE oltre marzo 2017, per gli esperti è plausibile che la Banca centrale agisca nella riunione dell’8 dicembre, quando verranno pubblicate anche le nuove proiezioni macroeconomiche. Nel frattempo, Roma prosegue con il collocamento del Btp Italia presso gli investitori istituzionali.

Bce lascerà tassi invariati e parlerà di estensione QE

L’attenzione degli investitori, aggiungono gli analisti, si focalizzerá sulla conferenza stampa e i temi chiave saranno le recenti speculazioni sul tapering e anche il problema della scarsitá di asset. Se Draghi dovesse porre enfasi sul fatto che c’è il bisogno di mantenere l’attuale grado di accomodamento monetario, concludono gli esperti, un’estensione del piano si acquisti oltre marzo sarebbe sempre piú probabile. “E’ francamente presto per parlare di estensione del QE: scade tra 5 mesi e la scarsa visibilitá rende difficile prendere decisioni con orizzonti temporali del genere, in assenza di ottimi motivi”, sottolinea Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners, puntualizzando che “la situazione si può giudicare, se non tranquilla, non eccessivamente tesa sul fronte crescita e condizioni finanziarie. Tra l’altro, non si può ragionevolmente escludere, nei prossimi mesi, un aumento dell’inflazione, per lo meno la headline, per effetti base sull’energia. E comunque, prima di estendere il programma di acquisti bisogna risolvere in qualche modo il problema della scarsitá di alcuni emittenti. Infine, le nuove proiezioni, sulle quali basare una decisione, saranno disponibili a dicembre”.

Gli esperti analizzeranno le parole di Draghi in conferenza stampa

Per l’esperto comunque “a contare sará il tono di Draghi e la presenza di indicazioni su eventuali precondizioni per una mossa a dicembre”. A parte ciò, conclude l’esperto, “verrá posta massima attenzione a qualsivoglia indizio su come la Banca intenda risolvere il problema della scarsitá di asset. Primo perchè costituisce un segnale della propensione a estendere il QE. Secondo, perchè la scelta di un’opzione piuttosto che un’altra ha un’importanza non banale per i bond europei: un aumento del limite di acquisto del 33% della singola emissione avrebbe un effetto positivo sul Bund, lasciando invariate le proporzioni di acquisto, e forse vedrebbe il Btp cedere qualcosa in spread. Un’eliminazione del floor al -0,4% risolverebbe riportando nel pool tutti i Bund fino a 7 anni di scadenza, e presumibilmente produrrebbe un irripidimento delle curve. Infine una modifica del capital key favorirebbe alla grande il Btp e farebbe salire i rendimenti della carta tedesca”. In assenza di modifiche invece sará difficile proseguire gli acquisti oltre l’attuale scadenza dei marzo (piú il periodo di tapering).

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Argomenti: Btp