Spread ancora sotto 290 pb, attenzione a dati macro Italia

Sul calo dello spread influisce sia il clima meno teso fra Roma e Ue sia il recente discorso del presidente della Fed

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Sul calo dello spread influisce sia il clima meno teso fra Roma e Ue sia il recente discorso del presidente della Fed

Dopo i primi scambi, lo spread Btp/Bund è in lieve allargamento a 289 punti base, dopo essere tornato ieri sotto la soglia dei 290 pb. Il ritorno dello spread sotto i 290 punti base “si spiega con due ragioni”, commenta un operatore, “da un lato il calo generalizzato dei tassi globali dopo le parole” del presidente della Federal Reserve Jerome Powell, e “dall’altro le ultime indiscrezioni sui possibili tagli al deficit riportate da Il Messaggero”. Tuttavia, avverte l’esperto, “la volatilitá potrebbe tornare a farsi significativa se i dati macro in uscita oggi” rivelassero un indebolimento della dinamica economica italiana superiore alle stime, dato che “il rallentamento della crescita è il principale rischio al ribasso per la stabilitá dei conti pubblici”.

I mercati obbligazionari oggi “guarderanno anche e soprattutto ai dati sull’inflazione nell’Eurozona a novembre”, spiegano gli strategist di Unicredit. Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr, sottolinea come l’ultima fase di contrazione del differenziale nei giorni scorsi è dovuta “principalmente a motivi tecnici”, ovvero al “passaggio da un contratto future in scadenza a dicembre a quello in scadenza a marzo”. Questa circostanza, dato il livello molto elevato di posizioni ribassiste “sul future è tale che il roll, ovvero il passaggio, sta influenzando i prezzi della scadenza piú prossima, che viene ricoperta”, conclude Sersale.

In una prospettiva di più lungo termine, gli analisti di Commerzbank si attendono che lo spread Btp/Bund rimanga in un ampio range, compreso tra 250 e 350 punti base, per l’intero corso del 2019. Lo spiega Christoph Rieger, head of rates and credit research, secondo cui “sebbene il governo italiano sia intenzionato a mantenere vivo e attivo il conflitto con Bruxelles, la Commissione dovrebbe essere in grado di ritardare la resa dei conti con Roma fino a dopo le elezioni europee di maggio”. L’uso di toni aspri e il rallentamento economico italiano “dovrebbero impedire una contrazione significativa nel corso della prima parte dell’anno”, prosegue Rieger, mentre “la pressione del mercato dovrebbe calmare la retorica populista quando gli spread si avvicineranno alla parte alta del range”.

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Argomenti: Btp