Spread a 312 pb con corsa al Bund per caos Brexit

Spread Btp Bund sopra quota 310 e rendimento Btp al 3,6%. Manovra di bilancio e Brexit preoccupano gli investitori

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Spread Btp Bund sopra quota 310 e rendimento Btp al 3,6%. Manovra di bilancio e Brexit preoccupano gli investitori

Lo spread Btp/Bund ha chiuso la seduta in lieve allargamento a 312,750 punti base. L’allargamento del differenziale è dovuto principalmente al rafforzamento del Bund tedesco dopo le dimissioni del ministro per la Brexit del Regno Unito, Dominic Raab, in opposizione alla bozza di accordo raggiunta tra Ue e Uk sui rapporti futuri dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione. Il rendimento sul benchmark decennale tedesco è sceso repentinamente fino a 7 punti base in pochi minuti, e ha chiuso allo 0,36%. Il tasso sul Btp decennale è invece in lieve calo al 3,5%.

Nel pomeriggio si è registrata qualche turbolenza anche sul Btp, con il rendimento sul benchmark a 10 anni che si è impenntato fin quasi al 3,6%, dopo che Reuters ha riportato affermazioni secondo cui il parlamentare della Lega Claudio Borghi avrebbe indicato che in caso di vittoria della Lega a future elezioni politiche l’Italia sarebbe uscita dall’euro. In seguito lo stesso Borghi ha smentito la notizia su Twitter, e il Btp ha riassorbito le perdite.

Titoli di stato inglesi deboli per Brexit

Forti acquisti anche sui Gilt, i titoli di Stato britannici, visti come un asset sicuro dagli investitori d’Oltremanica in tempi di turbolenza. Il tasso sul benchmark a dieci anni è sceso di 13 pb all’1,37%. “Se il primo ministro britannico Theresa May non riuscirá a raccogliere il consenso parlamentare necessario ad approvare la bozza di accordo su Brexit, ci sará una probabile ripresa delle quotazioni dei Gilt, i titoli di Stato Uk, mentre la sterlina subirá un netto declino”, afferma David Zahn, head of European fixed income di Franklin Templeton. “L’approvazione del Parlamento sull’accordo, dall’altro lato, eliminerebbe definitivamente l’incertezza”, sottolinea Zahn. Nei termini di stipula sull’accordo, se non dovesse esserci un progresso effettivo sull’intesa commerciale tra Regno Unito e Ue, la Gran Bretagna rimarrebbe indefinitamente parte dell’Unione Doganale.

L’ondata di dimissioni da parte dei ministri britannici ha però intimorito gli investitori focalizzati sull’asta di Gilt al 2037 per 2 miliardi di sterline. “I bond si sono indeboliti leggermente perchè il primo ministro Theresa May ha tenuto un discorso dopo le dimissioni”, afferma Vatsala Datta, Uk rates strategist di Rbc Capital Markets. “In un periodo di così grande incertezza, gli investitori sono intimoriti da una duration così lunga su un titoli, che aumenta il rischio maggiore per le obbligazioni”.

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Argomenti: Btp