Spread a 290 punti, tocca i massimi da dicembre: ecco cosa innalza i rendimenti

Spread BTp-Bund ai massimi da 5 mesi, con i decennali italiani arrivati al 2,80%. Ecco le cause di questa impennata.

di , pubblicato il
Spread BTp-Bund ai massimi da 5 mesi, con i decennali italiani arrivati al 2,80%. Ecco le cause di questa impennata.

Seduta tesa quella di oggi sui mercati finanziari, con lo spread BTp-Bund ad essersi portato ai massimi da inizio dicembre sulla scadenza a 10 anni, attestandosi fino all’apice dei 292 punti base, salvo tornare in area 290 successivamente. Nel momento in cui scriviamo, i rendimenti decennali dei BTp sono in rialzo al 2,78%, mentre gli omologhi tedeschi viaggiano al -0,12%, il livello più basso da oltre due anni e mezzo.

Il differenziale tra governativi d’Italia e Germania si è espanso nell’ultimo mese di circa 40 bp e lo si deve per metà alla discesa dei rendimenti tedeschi e per l’altra metà all’impennata di quelli italiani.

Ecco come la Fed finirebbe per azzerare gli spread nell’Eurozona 

A cosa sono dovuti questi movimenti? A leggere il grafico dei rendimenti in tutta l’Eurozona, s’intuisce che il rialzo sia un fattore comune a tutti gli stati dell’Eurozona nei confronti della Germania, con lo spread spagnolo ad essere lievitato di una dozzina di punti in meno di due settimane e quello portoghese di 14 bp. Il fenomeno sta riguardando persino stati più sicuri come l’Austria e l’Olanda, sebbene in questi casi i rialzi in valore assoluto appaiano inconsistenti.

Il “fly to quality” sembra beneficiare i Bund per la volontà degli investitori di ripararsi in porti sicuri contro varie fonti di tensioni sul piano internazionale. Anzitutto, la “guerra” dei dazi tra USA e Cina sta deteriorando da settimane il clima sui mercati e non può che colpire particolarmente l’Eurozona, in quanto economia esportatrice. A ciò si aggiungono le notizie poco confortanti in arrivo d’Oltremanica, dove i sondaggi penalizzano pesantemente i conservatori al governo e, in misura minore, i laburisti all’opposizione, a tutto beneficio del Brexit Party di Nigel Farage da un lato, ma anche dei LibDem e Verdi dall’altro. Il tentativo della premier Theresa May di trovare un accordo con la sinistra per uscire dalla UE ordinatamente sembra destinato a un ennesimo insuccesso, cosa che prelude a una “hard” Brexit, ossia a un divorzio tra Londra e Bruxelles senza intesa commerciale per il dopo.

Il caso Italia

Venendo all’Italia, non aiutano né le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini sullo sforamento del tetto del deficit al 3% per fare spesa a sostegno dell’economia, né le continue frizioni tra Lega e Movimento 5 Stelle al governo. Gli investitori sono spaventati dall’ipotesi che questa diatriba sempre più dura all’interno della maggioranza distolga il governo dall’occuparsi dell’economia, proprio quando accenna a mostrare qualche segno di ripresa, e spinga i due partiti a dilatare ulteriormente il deficit per ragioni elettorali. E tra conti pubblici in disordine ed economia stagnante, si prevede che il rapporto debito/pil in Italia salga nel 2020 a oltre il 135%, vicinissimo alla soglia considerata molto a rischio per la sostenibilità fiscale.

Spread reale tra Italia e Germania ancora più alto e rende impossibili gli Eurobond

Infine, l’Eurozona sta rallentando e dopo le elezioni europee potrebbero volerci mesi per trovare un accordo a Bruxelles sulla spartizione delle cariche istituzionali, tutte in scadenza. Tempo ed energie verranno sottratti al focus sull’economia, che in paesi come Italia e Germania va peggio che altrove. Tuttavia, stamane l’istituto statistico federale Destatis ha diramato i dati sul pil tedesco, in crescita dello 0,4% nel primo trimestre sui tre mesi precedenti e dello 0,7% su base annua. I timori di recessione sembrano allontanarsi, ma le nubi sull’unione monetaria non fanno che addensarsi e gli investitori fuggono dalla periferia, specie dall’Italia, per trovare rifugio al nord.

Quanto alla curva delle scadenze, i BTp a 2 anni offrono 23 bp in più nell’ultimo mese, quelli a 5 anni +10 bp. Lo spread 10/2 anni, monitorato per le sue implicazioni per il mercato del credito, resta in area 200 punti base, pur stringendo di qualche punto. Anche i rendimenti a lunghissimo termine, come i trentennali, si sono impennati, salendo di 14 bp in un mese e ai massimi da marzo.

[email protected] 

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,