Spread a 130 punti e rendimento del BTp a 10 anni a 1-1,10%

Il BTp a 10 anni offre oramai un rendimento superiore all'1%, mentre lo spread con i titoli tedeschi è salito a 130 punti. Vediamo perché.

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Spread a 130 punti

Lo spread tra BTp e Bund sulla scadenza a 10 anni è salito a 130 punti nelle ultime sedute, in rialzo di una dozzina di punti rispetto ai livelli di una settimana fa. Il rendimento decennale italiano è lievitato sopra la soglia dell’1%, sfiorando a tratti l’1,10% e portandosi ai massimi dell’anno, escludendo i picchi di inizio mese.

La fiammata dello spread era arrivata già alla fine di ottobre, quando i mercati iniziarono a scontare il “tapering” della BCE. In queste settimane, Francoforte ha allontanato la prospettiva di un rialzo dei tassi nell’Eurozona per il 2022, sostenendo che l’inflazione attuale sia perlopiù “transitoria” e che l’accomodamento monetario servirà ancora nei prossimi mesi per centrare la stabilità dei prezzi.

Boom spread, c’entra la FED

A cosa si deve il boom dello spread nelle ultime sedute? Esso è arrivato contestualmente al calo del cambio euro-dollaro, che è sceso persino sotto 1,12 nel corso di questa settimana. Da inizio anno, segna -8%. I due trend sono originati in parte dalla stessa causa. Il mercato intravede una sempre più forte divergenza monetaria tra Federal Reserve e BCE, con la prima che alzerà i tassi USA ben in anticipo sulla seconda. Le aspettative sono per tre aumenti da 0,25% ciascuno entro la fine del 2022.

Questa settimana, poi, è arrivata la conferma di Jerome Powell a governatore della FED da parte del presidente Joe Biden. L’alternativa sarebbe stata Lael Brainard, promossa a sua vice, le cui posizioni di politica monetaria sono più accomodanti. Pertanto, l’ufficializzazione del secondo mandato ha scatenato gli acquisti di dollari a discapito delle altre valute principali. La prospettiva di una stretta sui tassi più veloce del previsto ha anche innalzato i rendimenti americani, con il decennale salito ieri a 1,65% e il trentennale che sosta un po’ sotto la soglia del 2%.

Lo spread s’innalza per due ragioni fondamentali: in primis, perché i rendimenti italiani scontano i rischi di un rialzo dei tassi BCE, che arriverà prima o poi certamente; secondariamente, perché i rendimenti tedeschi hanno fatto retromarcia sulla quarta ondata dei contagi che sta travolgendo la Germania. Berlino paventa un nuovo lockdown e la paura spinge gli investitori a puntare sui “safe asset” come i Bund, allontanandoli dai titoli semi-periferici come i BTp.

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