Per Standard & Poor’s nessun impatto dall’esito del referendum

L’agenzia di rating S&P non ha intenzione di rivedere il giudizio sull’Italia. Il rating resta BBB- con out look stabile

di Mirco Galbusera, pubblicato il
L’agenzia di rating S&P non ha intenzione di rivedere il giudizio sull’Italia. Il rating resta BBB- con out look stabile

Secondo Standard & Poor’s (S&P), la netta bocciatura incassata dalle riforme costituzionali del governo di Matteo Renzi al referendum di domenica non avrà un impatto immediato sul rating del credito sovrano dell’Italia. “Dal punto di vista della stabilità e dell’efficacia politica riteniamo che la riforma proposta avrebbe avuto effetti potenzialmente positivi. Tuttavia, l’esito negativo del referendum non ha un impatto immediato sul merito di credito dell’Italia in quanto non ha implicazioni sulle politiche economiche e di bilancio nel breve al di là di probabili cambiamenti politici”, ha spiegato l’agenzia di rating. Il rating sul credito sovrano dell’Italia attribuito attualmente da S&P è BBB-, livello più basso di investment-grade, ma con outlook stabile.

I rendimenti bond italiani non abbastanza alti per default

I rendimenti dei titoli di Stato italiani non sono ancora abbastanza alti da mettere in dubbio la situazione debitoria dell’Italia, o la possibilità che lo Stato paghi gli interessi, nonostante il rialzo dei costi di finanziamento dei bond in seguito al referendum. Lo ritengono gli esperti di Berenberg, puntualizzando che la maggior parte dei prestiti obbligazionari in scadenza hanno ancora cedole che sono a livelli ben superiori ai rendimenti attuali. Questo significa che il rifinanziamento si tradurrà in pagamenti di interesse più bassi. Secondo gli analisti della banca, a meno che i rendimenti medi non superino il 3% per un periodo prolungato, i costi di interesse in Italia del 3,8% del Pil dovrebbero continuano a scendere.

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Argomenti: Ratings, Btp

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