Sopaf ristruttura (ancora) le obbligazioni convertibili

A meno di un anno dalla riduzione del debito, la holding milanese è costretta a chiedere soldi ai soci e sacrifici agli obbligazionisti. Complice la pesante crisi economica e il crac di Banca Network

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A meno di un anno dalla riduzione del debito, la holding milanese è costretta a chiedere soldi ai soci e sacrifici agli obbligazionisti. Complice la pesante crisi economica e il crac di Banca Network

I possessori di obbligazioni Sopaf sono di nuovo sulla graticola. A meno di un anno dall’approvazione del piano di ristrutturazione del debito della holding milanese di partecipazioni finanziarie, la società chiama nuovamente all’appello i creditori a sostegno di un’importante progetto di ripatrimonializzazione per circa 50 milioni di euro. Pena il default. Già, perché nelle casse della società adesso non ci sono più nemmeno i soldi per pagare gli interessi in maturazione sul debito, contratto soprattutto con banche e obbligazionisti. Colpa della crisi economica che sta colpendo duro il settore finanziario e ha condotto Sopaf a un peggioramento dei risultati conseguiti nel 2011 (negativi per 77 milioni), ma anche del recente crac di Banca Network controllata da Sopaf, già commissariata da tempo. La banca che opera attraverso internet, call center e una rete di promotori finanziari su ordine della Banca d’Italia – ha infatti bloccato ogni attività lasciando a bocca asciutta circa 30.000 clienti in attesa della probabile messa in liquidazione (Banca Network – Fallimento on-line ma non è l’unico in Italia).  L’istituto, partecipato anche dal Banco Popolare, De Agostini e il gruppo assicurativo inglese Aviva, con i sui 3 miliardi di euro di attivi (dati riferiti al 2010) costituiva in passato una importante risorsa finanziaria per il gruppo Sopaf che però ora dovrà fare i salti mortali per evitare di andare gambe all’aria. Da qui la proposta di una nuova ristrutturazione del debito alle assemblee dei soci e degli obbligazionisti.

 

Obbligazioni Sopaf convertibili 2015 allungate di cinque anni con cedola all’1%

 

Obbligazioni Sopaf CV 3,875% 2015

Venendo ai dettagli del piano approntato dal Consiglio di Amministrazione, Sopaf per salvaguardare la continuità delle proprie attività propone ai soci un aumento di capitale di 34 milioni di euro, la rinuncia e/o la conversione di 3,5 milioni di euro di crediti da parte di terzi, e una sostanziale modifica dei contratti di debito bancario e delle obbligazioni convertibili. Alle banche sarà chiesto di accettare un abbattimento dei tassi d’interesse al tasso BCE (1%) fino al 2017 con rimborso del capitale ammortizzato in varie tranches progressive. Stessa cosa per gli obbligazionisti convertibili (Sopaf 2007 – 2015 CV 3.875% e Sopaf 2011 – 2015 CV 9%): cedole semestrali dell’1% annuo, proroga della scadenza di cinque anni, fino al 2020, e rimborso ammortizzato in rate semestrali a partire dal 2014.

Non solo, sarà inoltre proposta anche una riduzione del prezzo di conversione delle obbligazioni per tutta la durata residua del prestito obbligazionario Sopaf (strike) con un primo periodo durante il quale il prezzo di conversione dell’obbligazione sarà inferiore rispetto allo strike, per incentivare, come evidente, i creditori a diventare azionisti.

 

Sopaf: troppe incertezze sul futuro, debito elevato e continuità aziendale a rischio

Una situazione a dir poco drammatica – commentano alcuni obbligazionisti rimasti allibiti dalla proposta di ristrutturazione a meno di un anno da quella precedente costellata da forti polemiche – che già vedeva Sopaf in forte difficoltà lo scorso anno al punto che la società di revisione Ernst & Young, nelle proprie relazioni, dichiara di non essere in grado di esprimere un giudizio sul bilancio d’esercizio e sul bilancio consolidato di Sopaf al 31 dicembre 2011 per “la rilevanza delle incertezze” relative alla positiva finalizzazione del piano di ristrutturazione del debito con tutti i principali creditori, presupposto alla base della continuità aziendale. In altre parole, o si fa così o si va in liquidazione, anche perché il debito netto di gruppo, benché ridimensionato lo scorso anno, si attestato a fine 2011 a 106 milioni di euro, di fatto insostenibile all’ombra del perdurare della crisi finanziaria e dal recente crac di Banca Network.

 

Gli obbligazionisti Sopaf dovranno approvare il piano prima di agosto

 

Titolo Sopaf in borsa

Ora la palla passerà all’assemblea dei soci che si riunirà il 26 Giugno e a quella degli obbligazionisti che sarà convocata subito dopo per l’approvazione del piano di ristrutturazione.

Ma se il primo passaggio appare abbastanza scontato e favorevole a Sopaf, controllata dall’azionista di maggioranza Ruggero Magnoni, il dubbio permane in capo ai creditori. Ammesso che le banche creditrici accettino il piano di risanamento, il risultato appare quantomeno dubbio per gli obbligazionisti che dovranno esprimersi a maggioranza. Il tutto dovrà concludersi entro il mese di agosto – fanno notare gli analisti che seguono la vicenda – poiché per il 10 è previsto il pagamento della cedola in maturazione sulle obbligazioni e una prima tranche di rimborso (il 10%) del bond convertibile 9% 2015.

 

 

Default Sopaf: un incubo per tanti

Qualora il piano non dovesse passare, Sopaf potrebbe dichiarare default in coincidenza con lo stacco della cedola che, molto probabilmente, non verrebbe pagata. Si aprirebbe a quel punto una procedura concorsuale che comporterebbe la vendita delle partecipazioni e la liquidazione degli assets del gruppo, ma che – a conti fatti – non premierebbe i portatori di bond convertibili Sopaf, poiché le banche verrebbero soddisfatte prima di costoro nella scala dei creditori aventi diritto. E considerato che il patrimonio netto di gruppo – secondo Ernst & Young – al 31 dicembre era stimato per eccesso a 16 milioni di euro, gli obbligazionisti perderebbero quasi tutto. Uno scenario che sembra tendenzialmente scongiurabile, però, dato che i bond sono per lo più in mano a fondi e operatori istituzionali vicino a Sopaf il cui prezzo di trattazione intorno al 25% del valore nominale sembra lasciar intendere un’approvazione del piano.

 

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