Social Bond per aiutare le famiglie in Ecuador a comprare casa, ecco come funziona

Primo bond internazionale con finalità sociali emesso in America Latina. L'Ecuador ha raccolto 400 milioni di dollari da impiegare per un progetto di edilizia popolare. Vediamo qual è il suo funzionamento.

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Primo bond internazionale con finalità sociali emesso in America Latina. L'Ecuador ha raccolto 400 milioni di dollari da impiegare per un progetto di edilizia popolare. Vediamo qual è il suo funzionamento.

La scorsa settimana, l’Ecuador ha emesso il primo Social Bond sui mercati internazionali per un paese latino-americano. Lo ha fatto con un’obbligazione da 400 milioni di dollari e il cui obiettivo dichiarato consiste nell’utilizzare i proventi per finanziare l’acquisto di una casa a costi contenuti. Il titolo scade nel 2035 e attualmente risulta il più longevo tra quelli ecuadoregni sinora emessi, se è vero che la scadenza sovrana più lunga è stata fino a pochi giorni fa quella a 10 anni. E reca cedola del 7,25%, nettamente inferiore ai tassi offerti sugli altri titoli. Ma c’è una ragione per ciò: 300 dei 400 milioni collocati sul mercato sono garantiti dalla Banca di Sviluppo Inter-Americana.

Un Social Bond islandese per finanziare la costruzione di case a Reykjavik 

Il debito dell’Ecuador rende tra i livelli più alti di tutta l’America Latina e le agenzie di rating lo classificano come “junk” o “spazzatura”: “B-” è il giudizio sia di S&P che di Fitch. Non a caso, il bond marzo 2030 e cedola 9,50% (ISIN: XS2058864948) offre ben il 12,52%, livelli ormai inusitati in gran parte del mondo, specie considerando che il paese abbia da anni rinunciato alla sovranità monetaria, adottando il dollaro come valuta di riferimento, e al contempo vanti tassi d’inflazione nei dintorni dello zero, con l’ultimo dato di novembre al -0,07%, cioè a segnalare una lievissima deflazione in corso.

Come funziona esattamente il cosiddetto “Housing Social Bond”? Il governo di Quito utilizzerà i capitali raccolti per prestarli a un tasso di interesse di favore del 4,99% all’anno ad oltre 24.000 famiglie a basso e medio reddito, affinché comprino una casa appartenente a una delle due categorie: Social Interest Housing, dal valore commerciale fino a circa 71.000 dollari; Public Interest Housing, dal valore commerciale tra circa 71.000 e 91.400 dollari.

Social Bond “impacchettato”

L’unico “bookrunner” dell’operazione è stato Goldman Sachs, che ha successivamente provveduto a “impacchettare” il bond in due classi obbligazionarie: la “A” e la “B”. La seconda consiste in un conto da quasi 327 milioni e senza cedola con scadenza 2035, mentre la prima consta di 231 milioni e offrono cedola al 2,60%, garantita dalla banca di sviluppo regionale. Le obbligazioni impacchettate nella Classe B sono state piazzate sul mercato a una quotazione media di poco superiore a 60 centesimi, pari a un rendimento del 12,25%. Tenuto conto che i titoli in essa inserita abbiano una vita media di 4,5 anni e che il bond sovrano ecuadoregno con scadenza 2024 offra qualcosa come il 9,5%, possiamo affermare che il Social Bond starebbe rendendo a premio di circa 275 punti base all’anno. La Classe A, invece, dovrebbe essere tenuta dalla stessa banca.

Comprare il debito dell’Ecuador potrebbe non essere una buona idea

Come mai un’obbligazione garantita e con finalità sociali, che di questi tempi attirano la domanda degli investitori intenti a strizzare l’occhio alla clientela più sensibile, non è riuscita a reggere il prezzo? La risposta sta nel basso grado di liquidità che questo bond esibisce. Per quanto elevati per un’emissione di questo genere, i 400 milioni sono pochi al confronto con le emissioni miliardarie principali dell’Ecuador. E minori gli scambi attesi, più alto il rischio da scontare per la difficoltà di poter rivendere anticipatamente a prezzi accettabili.

Infine, si consideri che il bond starebbe garantendo capitali al governo per il suo piano nazionale a sostegno dell’edilizia popolare, ma esso è stato studiato in modo da far rientrare nelle casse dello stato gran parte della liquidità raccolta, essendo iniettata in forma di prestiti alle famiglie, sebbene gli interessi annui passivi per lo stato risulteranno nettamente superiori a quelli attivi fissati per i beneficiari, infliggendogli l’unico costo finanziario teorico dell’intera operazione.

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