Social Bond CDP anti-Covid: rendimento sopra il BTp e sostegno alle aziende italiane

Grande successo per le obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti con finalità di sostegno alle aziende italiane colpite dalla pandemia. Gli ordini hanno quintuplicato l'offerta.

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Grande successo per le obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti con finalità di sostegno alle aziende italiane colpite dalla pandemia. Gli ordini hanno quintuplicato l'offerta.

E’ stato un grande successo l’emissione di ieri del Social Bond di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) da 750 milioni di euro. Gli ordini si sono attestati a oltre 4 miliardi, circa 5 volte tanto, arrivati da 180 investitori e soddisfatti per il 76% all’estero. I proventi verranno utilizzati dall’ente controllato dal Tesoro per sostenere le aziende italiane che investono in ricerca, sviluppo e innovazione e che sono state particolarmente colpite dal Covid-19. La domanda è stata elevata tra i cosiddetti Socially Responsible Investors (SRI), ovvero tra gli investitori che si impegnano a impiegare i capitali in titoli e comparti legati alla crescita sostenibile e alla responsabilità sociale.

Bond CDP 2026, rendimento poco sopra il BTp e in potenziale crescita dopo la crisi

Soddisfazione è stata espressa dall’amministratore delegato di CDP, Fabrizio Palermo, che ha confermato l’impegno dell’ente a sostegno della crescita sostenibile italiana.

Il Social Bond ha durata 8 anni e il “pricing” è risultato per l’emittente migliore delle previsioni. Prima del collocamento, curato da Barclays, Credit Agricole, HSBC, Intesa Sanpaolo, JP Morgan, Mediobanca e Unicredit in qualità di joint lead managers e joint bookrunners, si parlava di un rendimento di 40 punti base sopra il BTp settembre 2028 e cedola 4,75% (ISIN: IT0004889033). Ma l’alta domanda ha abbassato il premio a soli 28 punti base e considerando che il rendimento del titolo di stato nelle stesse ore si aggirava poco sopra lo 0,70%, significa che il Social Bond di CDP offre cedola e rendimento in area 1%.

Prospettive dell’investimento

Può sembrare una remunerazione magra (e lo è), ma bisogna guardare a queste obbligazioni come se fossero titoli di stato. Di fatto, la CDP è un ente che investe per conto del Tesoro e delle Fondazioni bancarie (azioniste di minoranza) a sostegno delle realtà tricolori sane, essendo diventata negli anni un po’ come una seconda IRI.

Non è un caso che i rating di cui godono i suoi bond siano in linea con i giudizi sovrani espressi dalle principali agenzie internazionali: BBB con outlook negativo per S&P e Scope, BBB- con outlook stabile per Fitch. Trattasi, quindi, di debito “investment grade”, pur sull’orlo dell’area “junk” o “spazzatura”, così come i BTp.

CDP ha fatto domanda per ammettere le obbligazioni appena emesse alle negoziazioni presso la Borsa di Lussemburgo. Uno dei principali rischi connessi all’operazione riguarda senz’altro la potenziale scarsa liquidità degli scambi. L’importo di per sé non risulta molto basso, ma il fatto che abbiano comprato essenzialmente investitori istituzionali SRI ci spinge a pensare che poche obbligazioni verranno rivendute prima della scadenza, la maggior parte verrà tenuta in portafoglio, sia perché rendono più di quanto un qualsiasi altro bond a 8 anni quasi sovrano oggi offra sui mercati avanzati, sia per le caratteristiche peculiari di questi titoli. E la stessa BCE potrebbe rilevare una fetta dell’emissione.

Del resto, se si punta a un investimento da “cassettista”, il Social Bond di CDP si rivela una buona opportunità per spuntare rendimenti superiori a quelli offerti dai BTp di pari durata, a fronte dei medesimi rischi di credito. Infine, non escludiamo che la quotazione di questo titolo salga nel prossimo futuro, specie in condizioni monetarie ancora più accomodanti nell’Eurozona. Nel caso, lo si potrebbe rivendere con tanto di plusvalenze, pur verosimilmente contenute.

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