Snam Rete Gas colloca con successo 1,5 miliardi di bond

Procedono a vele spiegate i collocamenti di obbligazioni della società dei metanodotti. L’ interesse degli investitori stranieri è più forte qui che sui titoli di Stato, nonostante la maggiore imposizione fiscale

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Procedono a vele spiegate i collocamenti di obbligazioni della società dei metanodotti. L’ interesse degli investitori stranieri è più forte qui che sui titoli di Stato, nonostante la maggiore imposizione fiscale

Le società delle reti sono l’unico porto sicuro nel mare in tempesta della lunga recessione economica. Gli investitori e i risparmiatori più attenti se ne sono accorti già da tempo e Investireoggi non ha mancato già in passato di seguire il comparto che in Italia vede protagoniste società come Atlantia, Snam Rete Gas e Terna. Le obbligazioni di queste società corporate, nonostante la crisi e il crollo della domanda interna da parte dei risparmiatori italiani, continua a richiamare interesse dall’estero e dai grandi fondi d’investimento.

 

Obbligazioni Snam Rete Gas 2.375% 2017 e 3.375% 2021

 

Così il successo del recente collocamento di obbligazioni Snam Rete Gas per 1,5 miliardi di euro, da quando l’azienda è stata scorporata da ENI, è palpabile e misurabile nei numeri. L’operazione ha fatto registrare una domanda pari da oltre 5 miliardi di euro con un’elevata qualità e un’ampia diversificazione geografica degli investitori: dalla Gran Bretagna alla Francia, dal Giappone agli Stati Uniti. Poche e in calo rispetto alle precedenti emissioni le domande provenienti dall’Italia. Il collocamento, rivolto a investitori istituzionali, è stato organizzato e diretto da un pool di banche internazionali guidate da Banca Imi, Bnp Paribas, Citi, JP Morgan, Morgan Stanley e Unicredit rientra nel piano di EMTN (Euro Medium Term Notes) deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 4 giugno 2012 e ha visto assegnare agli investitori due tranche di nuove obbligazioni a 4 e 8 anni a tasso fisso. Più in dettaglio, è stata collocato un bond Snam Rete Gas da 1 miliardo di euro con tasso lordo annuo al 2,375% e scadenza nel 2017 (XS0914292254) e un bond da 500 milioni di euro con cedola lorda del 3,375% e scadenza nel 2021 (XS0914294979).

Entrambe le emissioni saranno state quotate presso la borsa del Lussemburgo e negoziabili per tagli minimi di 100.000 euro. Il rating assegnato dall’agenzia S&P è A-, superiore a quello dei titoli di stato italiani.

 

Meglio i bond del tubo che i Btp, nonostante i rendimenti più bassi

 

malacarne

L’operazione rappresenta per la società milanese dei metanodotti un passo importante nel processo di ottimizzazione della struttura del debito, che prevede un maggior ricorso al mercato dei capitali in coerenza con il profilo di business. “Il successo di questa operazione – ha commentato l’amministratore delegato di Snam, Carlo Malacarne – ci permette di ottimizzare ulteriormente il costo medio del debito di gruppo allungando la durata e la quota a tasso fisso, in linea con le nostre aspettative. L’eccellente qualità del book di ordini, la dimensione dell’emissione e il relativo pricing confermano ancora una volta il favore della comunità finanziaria internazionale verso il credito di Snam. Un successo che fa onore all’Italia corporate – osservano da Unicredit – se si pensa che anche le precedenti emissioni di Snam hanno ottenuto simile accoglienza e che la domanda per i titoli di stato italiani è mediamente inferiore a 1,5 volte l’ammontare offerto. Non solo, l’incidenza delle imposte (20% sulle cedole) rende meno conveniente tenere in portafoglio obbligazioni Snam rispetto ai classici Btp (12,50%), ma pare sia tutta una questione di immagine e (forse) di sicurezza.

 

Snam si candida a costruire una rete europea di trasporto del gas

 

azioni snam

Nonostante il calo della domanda di energia, gli analisti vedono in Snam una delle realtà italiane più redditizie nella gestione e distribuzione del gas in Italia e che sta diventando uno dei player di riferimento per la creazione di una rete europea. Benché la domanda di metano sia ancora in calo nella penisola (- 3,2 per cento i volumi trasportati nel 2012), il consiglio di amministrazione ha approvato un progetto di bilancio che prevede un utile netto pari a 992 milioni di euro (+1,4%), su un utile operativo di 2,1 miliardi (+7,8%) e un fatturato pari a 3,62 miliardi (+11,6%).

Dati positivi e molto difficili da trovare in altre utility europee alle prese con la crisi dei consumi interni. D’altronde – come spiega Snam – l’aumento dell’utile operativo è  attribuibile principalmente ai maggiori ricavi delle attività regolate (+256 milioni) i cui investimenti ammontano a 1,3 miliardi (1,58 miliardi nel 2011) di cui 880 milioni di euro incentivati, pari al 67,7 per cento del totale. E per il 2013, Snam prevede che la situazione dovrebbe rimanere la stessa, con la domanda di gas che dovrebbe rimanere inalterata, come evidenziato dall’andamento del titolo azionario in borsa che solitamente si muove d’anticipo (Dividendo Snam 2013 a 0,25 euro con saldo a 0,15 euro).

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