Snam, boom di richieste per le nuove obbligazioni

Altro incredibile successo della società dei gasdotti che piazza sul mercato titoli per 1,5 miliardi di euro. Gli investitori preferiscono le utility italiane ai titoli di stato

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Altro incredibile successo della società dei gasdotti che piazza sul mercato titoli per 1,5 miliardi di euro. Gli investitori preferiscono le utility italiane ai titoli di stato

Prosegue a vele spiegate il programma di collocamento di obbligazioni da parte di Snam Rete Gas. Dopo il successo delle precedenti emissioni, la società nazionale dei gasdotti, recentemente passata sotto il controllo della Cassa Depositi e Prestiti dopo lo scorporo da ENI, ha piazzato sulla borsa lussemburghese un altro miliardo e mezzo di euro di titoli. L’offerta, che cade in un momento non proprio favorevole per i mercati, ha visto richieste provenienti dal mondo istituzionale pari a 8 miliardi di euro, una cifra impressionante, pari a 5,3 volte l’ammontare richiesto dalla società (il bid to offer per i titoli di stato italiani non va oltre l’1,8) e che ha battuto anche l’ultimo collocamento di bond ENEL, l’utility prediletta dagli investitori internazionali. Per la società guidata da Carlo Malacarne sembra quindi tutto facile. In base al piano deliberato dal Cda lo scorso mese di giugno, che prevedeva l’emissione di prestiti obbligazionari fino a 8 miliardi di euro entro un anno, Snam ha già raccolto i tre quarti dei finanziamenti richiesti per assicurarsi la copertura dei prestito ponte (“bridge to bond”) garantito dalle banche per rimborsare il debito infragruppo con il Cane a sei zampe. Mancano all’appello ancora due miliardi di euro che sicuramente Snam non faticherà a trovare sul mercato prima di giugno 2013.

 

I fondi libici sono interessati a Snam Rete Gas

 

Più nel dettaglio sono stati collocati 1,5 miliardi di euro di bond Snam Rete Gas in due tranche da 750 milioni di euro ciascuna. La prima obbligazione (Isin XS0853679867), con scadenza 2015, paga una cedola annua del 2% ed è stata emessa al prezzo di 99,847, corrispondente a uno spread di 150 punti base sul tasso mid-swap di riferimento. La seconda (ISIN X0853682069), invece, con scadenza 2020, paga una cedola annua del 3,5% ed è stata emessa a un prezzo di 99,646, corrispondente a uno spread di 220 punti base sul tasso mid-swap di riferimento.

Per entrambe le emissioni curate da un nutrito pool di banche, quali Bnp Paribas, Citi, Jp Morgan, Mediobanca, Morgan Stanley, Societe Generale, Ubs, Bank of America Merrill Lynch, Hsbc e UniCredit, il taglio minimo di negoziazione è di 100.000 euro con multipli aggiuntivi di 1.000. I rendimenti dei titoli obbligazionari Snam che godono di un rating di ottima qualità (A- per Standard & Poor’s e Baa1 per Moody’s), stando alle quotazioni dei titoli già emessi, sono al di sotto di quelli dei titoli di stato italiani di pari durata e confermano la solidità dell’azienda italiana a livello internazionale. Recenti indiscrezioni riportano che Snam sia finita nel mirino dei fondi libici dopo lo scorporo da ENI (Snam Rete Gas nel mirino dei fondi libici?).

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