Snam a tutto gas, il bond a 4 anni rende il 4,5%

Tutto esaurito fra gli investitori istituzionali per la prima emissione obbligazionaria della società del gruppo ENI. Raccolto 1 miliardo di euro a fronte di richieste quattro volte superiori

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Tutto esaurito fra gli investitori istituzionali per la prima emissione obbligazionaria della società del gruppo ENI. Raccolto 1 miliardo di euro a fronte di richieste quattro volte superiori

 

Buona la prima. In un mercato azionario depresso e sfiancato dalla speculazione, solo il settore obbligazionario corporate sta dando un po’ di colore suscitando interesse fra gli investitori nazionali e internazionali. Così, dopo il recente successo del collocamento di Generali, è arrivato ieri il bis da parte di Snam Rete Gas che ha tonificato ulteriormente il settore dei bond italiani grazie a una emissione da un miliardo tondo di euro che ha registrato il tutto esaurito a fronte di richieste (3,8 miliardi) quasi quattro volte superiori. Meglio che per un Bot in asta! A contribuire al successo dell’operazione, che ha visto la partecipazione di diversi operatori esteri guidati da UniCredit, Banca Imi, Jp Morgan e Bnp Paribas, sono stati alcuni importanti eventi dello scorso mese. In primo luogo la decisione di scorporate la società dei metanodotti dal gruppo ENI entro il 2012, e in secondo luogo il rating (il primo) assegnato dalle agenzie internazionali nei giorni scorsi che ha visto Standard & Poor’s e Moody’s attribuire a Snam rispettivamente il voto A- e Baa1 nella categoria “investment grade”. Non ultimo per importanza, il recente contratto sottoscritto da Snam con un pool di banche nazionali e internazionali per il finanziamento di 11 miliardi di euro a copertura del rimborso per pari importo del debito infragruppo con Eni per procedere allo scorporo. Snam compie così un deciso passo avanti sulla via della completa indipendenza finanziaria dopo lo scorporo della società dall’Ente Nazionale Idrocarburi preparandosi a diventare tassello cruciale nel progetto dell’Italia come hub europeo del gas.

 

Prestito obbligazionario Snam Rete Gas: caratteristiche 

Il bond Snam ha un durata di quattro anni e paga una cedola annua del 4,375% il 10 Luglio per un rendimento lordo a scadenza del

Titolo Snam Rete Gas

4,5% a fronte di un prezzo di emissione pari a 99,826.

Il collocamento si è svolto esclusivamente presso investitori istituzionali e la domanda – come riferisce Reuters – è stata soddisfatta per oltre il 75% all’estero. Il titolo è negoziato sulla borsa del Lussemburgo con codice ISIN XS0803479442 per lotti minimi di 100.000 euro nominali con multipli di 1.000 euro aggiuntivi. L’emissione è stata fatta in attuazione del Piano di EMTN (Euro Medium Term Notes) fino a 8 miliardi deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 4 giugno scorso di cui Investireoggi aveva ampiamente anticipato le caratteristiche. Tali emissioni – precisa l’Ad di Snam Carlo Malacarne – sono finalizzate a diversificare le fonti di provvista, allargando la base degli investitori e a mantenere una struttura finanziaria equilibrata tra indebitamento a breve e medio-lungo termine, a costi competitivi».

  

Ricavi Snam stabili, ma sul risultato finale pesa la Robin Hood Tax 

 

La società dei metanodotti ha realizzato nel 2011 ricavi per 3,60 miliardi di euro, un risultato operativo di 1,96 miliardi e un utile netto di 978 milioni di euro che ha consentito di distribuire ai soci un dividendo unitario di 0,24 euro (0,23 nel 2010). Il debito netto si è attestato a 11,2 miliardi. Nel primo trimestre del 2012 Snam ha registrato un utile netto in calo del 10,2% a 274 milioni di euro rispetto ai 305 milioni di un anno fa. La riduzione, si legge nella nota, è dovuta essenzialmente all´aumento delle imposte sul reddito (-37 milioni di euro) a seguito dei maggiori oneri fiscali dovuti all’applicazione dell’addizionale Ires, la cosiddetta Robin Hood Tax, ai settori di attività trasporto e distribuzione di gas naturale. Sulla riduzione hanno inoltre inciso i maggiori oneri finanziari netti (-13 milioni di euro) a seguito essenzialmente del maggior costo del debito e dell´aumento dell´indebitamento medio di periodo. Nel primo trimestre sono stati immessi nella Rete Nazionale di trasporto 22,48 miliardi di metri cubi, in riduzione di 1,07 miliardi di metri cubi, pari al 4,5%, rispetto all’analogo periodo del 2011 per effetto della minore domanda di gas naturale in Italia (-2,3%).

Sulla base delle stime più recenti, la domanda di gas naturale sul mercato italiano nel 2012, è prevista sostanzialmente in linea con il 2011.

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