Cirsi politica: si moltiplicano le vendite sul BTP

Il rendimento del BTP decennale segna un rialzo di ben 7 punti base all'1,84 per cento, allargando lo spread sul Bund tedesco a 130 punti base

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il rendimento del BTP decennale segna un rialzo di ben 7 punti base all'1,84 per cento, allargando lo spread sul Bund tedesco a 130 punti base

Dopo un avvio di seduta relativamente stabile si moltiplicano le vendite sul BTP italiano. Il future sul decennale del debito nostrano quotato sull’Eurex cede lo 0,60% e si porta a 138,52 euro mentre sulla piattaforma MTS il rendimento del BTP decennale segna un rialzo di ben 7 punti base all’1,84 per cento, allargando lo spread sul Bund tedesco a 130 punti base.  Aumentano di 1 punto base anche gli yield del Bund tedesco (0,54%) e dell’Oat francese (0,78%) mentre quello del Bono spagnolo cresce di 3 punti base tornando all’1,30 per cento.

Difficile non leggere un cattivo sentiment sull’Italia dopo l’empasse confermata ieri dall’ultimo giro di consultazioni del Quirinale che ha sancito l’impossibilità di creare un nuovo governo politico. A breve, forse già il 22 luglio, si potrebbe insomma tornare alle urne in Italia con la stessa legge elettorale di oggi che rischierebbe di riproporre il medesimo stallo all’indomani del voto.

Il mercato azionario sembra accordarsi a queste cupe note con il Ftse Mib che cede un corposo 1,66% e si conferma in queste ore di gran lunga la peggiore borsa europea, mentre l’euro flette e si attendono oggi le audizioni di Pier Carlo Padoan presso le commissioni speciali di Camera e Senato in vista del Documento di Economia e Finanza (DEF) che dovrebbe poi passare in esame tra giovedì e venerdì. Oggi saranno sentiti anche Corte dei Conti e rappresentanti del Cnel, mentre domani toccherà alla Banca d’Italia, all’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), alle associazioni di province e comuni.

Va evidenziato che il leader di M5S ha chiesto che già nel Def vadano bloccate le clausole di salvaguardia che rischierebbero di far scattare un aumento automatico dell’Iva il prossimo anno. Un’intesa in tal senso darebbe (relativamente) tempo alle forze politiche di organizzarsi per le elezioni, il Movimento Cinque Stelle è infatti a favore di un ritorno alle urne anche a luglio perché ritiene che questo potrebbe polarizzare il Parlamento tra M5S da un lato e Lega dall’altro consentendo alla fine la creazione di un governo da parte dell’una o dell’altra forza politica.
Stessa posizione per il leader della Lega Salvini, che stante l’inconciliabilità di Luigi Di Maio (M5S) e di Silvio Berlusconi (Forza Italia), boccia l’ipotesi del Quirinale di un governo neutrale e di servizio e spinge per un ritorno al voto.

La prima data utile potrebbe essere l’8 luglio (anche se sembra più probabile il 22).
Il pericolo rimane quello che l’Italia non sia pronta per le scadenze importanti con l’Europa e dunque per lo sblocco delle clausole di salvaguardia e le altre necessità di gestione del bilancio entro la fine dell’anno.
Senza considerare dossier di peso internazionale, come la Siria, l’Iran, il protezionistmo di Trump e la Russia.
Senza considerare che, con l’attuale legge elettorale, difficilmente dopo il voto si avrà una situazione più chiara, almeno che – sembra questo il piano di M5S e Lega – Pd e Forza Italia non scendano nei risultati tanto da consentire a pentastellati o leghisti di avere i numeri per formare in qualche modo un nuovo governo.

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Argomenti: Btp

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