Sga: allo studio emissione bond e piano industriale

La Società per la gestione delle passività di Veneto Banca e Popolare di Vicenza potrebbe emettere bond sul mercato per gestire gli Npl

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La Società per la gestione delle passività di Veneto Banca e Popolare di Vicenza potrebbe emettere bond sul mercato per gestire gli Npl

Si fa finalmente più chiaro il percorso scelto dalla Società per la gestione di attività (Sga) – impegnata nella complessa missione di gestire i 17,7 miliardi di bad loans della ex Banca Popolare di Vicenza e della ex Veneto Banca – per finanziare i cosiddetti rapporti ancora vivi, ovvero quei crediti che non si sono ancora trasformati in sofferenza, tra cui figurano le inadempienze probabili.

La realtà acquisita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nel 2016 e conosciuta principalmente per aver partecipato al salvataggio del Banco di Napoli a fine anni Novanta ha allo studio un’emissione obbligazionaria. Il timing non è ancora definito in quanto la società sta valutando se lanciare ora l’emissione oppure farlo dopo la presentazione del piano industriale prevista tra fine giugno e inizio luglio.

A questa forma di raccolta si assocerebbe l’idea di fare una cartolarizzazione (che coinvolgerebbe diversi soggetti). Queste mosse permetterebbero alla Sga di lavorare su questi crediti ovviando all’assenza di una licenza bancaria. Oltre alle sofferenze la realtà guidata da Marina Natale dovrà infatti gestire circa 9 miliardi di inadempienze probabili, cioè crediti che pur non essendo più in bonis non sono ancora scivolati in default. È buona prassi dell’attività bancaria evitare il deterioramento di queste esposizioni e fare il possibile per riportarle in bonis, incoraggiando il turnaround industriale e finanziario. Sga è chiamata quindi a svolgere anche attività di finanziamento a supporto dei rapporti ancora vivi. Ecco spiegati i motivi per cui si renderebbe necessaria sia l’emissione di un bond (il taglio sarebbe ancora in via di definizione) sia una cartolarizzazione.

Come detto la società a controllo pubblico sta lavorando alacremente alla stesura del piano industriale che potrebbe avere una durata quinquennale: questo in ragione delle lunghe tempistiche necessarie alla lavorazione dei portafogli. Molti osservatori negli scorsi mesi si sono chiesti come avrebbe fatto la societá a gestire una tale mole di crediti. Allo scopo Sga sta ampliando gli organici con l’obiettivo di raggiungere un target di 230 risorse nei prossimi tre mesi. Dalle 71 risorse iniziali operative su Napoli, l’ex bad bank della banca partenopea ha infatti inserito (attraverso un distacco da Intesa Sanpaolo) altre 70 risorse circa, provenienti dalle ex banche venete creando due sedi operative a Vicenza e Montebelluna, oltre a una struttura a Milano dedicata alla gestione dei crediti a sofferenze o Unlikely to pay. Sga ha poi concluso negli ultimi tre mesi 23 assunzioni dirette, e un’ulteriore decina di assunzioni in corso di firma. Un altro potenziamento degli organici è stato attuato con una serie di accordi di body rental con aziende partner per una quindicina di professionisti che stanno entrando in servizio. Al momento quindi la società ha più che raddoppiato l’organico (da 71 a circa 190), e prevede nei prossimi due-tre mesi di aggiungere ancora una quarantina di addetti arrivando a un target iniziale di circa 230 risorse. L’ingente mole di crediti da gestire, tuttavia, ha comportato la necessità di destinare una parte del portafoglio in outsourcing che verrà quindi lavorato da esperti del settore. La realtà del Mef e Fonspa hanno selezionato complessivamente 11 servicer per gestire in outsourcing 5 miliardi di euro dei complessivi 18 miliardi di crediti deteriorati delle due ex realtà venete.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti