Sell-off sull’obbligazionario: ETF AGG perde 2 mld in appena 24 ore

L'ETF iShares Core US Aggregate Bond (AGG) è passato da ben 53 mila miliardi di asset in gestione a 51 mila miliardi in appena un giorno

di Enzo Lecci, pubblicato il
L'ETF iShares Core US Aggregate Bond (AGG) è passato da ben 53 mila miliardi di asset in gestione a 51 mila miliardi in appena un giorno

Il sell-off che si è scatenato sul settore obbligazionario presenta il suo conto. Il più grande Etf obbligazionario negoziato in borsa nella seduta dello scorso martedì ha dovuto fare i conti con un deflusso record a livello giornaliero. Stiamo parlando dell’Etf ETF iShares Core US Aggregate Bond (in breve, AGG) che è passato da ben 53 mila miliardi di asset in gestione a 51 mila miliardi in appena un giorno (dati Bloomberg riportati dal Financial Times). Secondo la stampa specialistica si tratta di un deflusso da record essendo questa la più grande fuoriuscita quotidiana dal lancio dell’Etf nel 2003.

Negli stessi istanti in cui si verificava il deflusso, l’indice Bloomberg Barclays Multiverse, un indicatore dell’andamento del mercato generale, ha ceduto oltre 900.000 miliardi di dollari a causa dell’impennata del rendimento dei titoli di stato decennali americani. Secondo Michele De Michelis, responsabile investimenti di Frame Asset Managament, nel caso dei “T-bond americani, è stato superato e poi consolidato il livello di 3,2%, con un aumento di oltre 30 punti base in un mese. Questo movimento pare essere stato originato dalle vendite sui governativi americani da parte degli investitori cinesi, che sfruttano quest’ arma finanziaria per fronteggiare la guerra dei dazi”.

Nella sua analisi De Michelis insiste molto sul ruolo della Banca centrale cinese che, nell’intento di bloccare la discesa dello yuan è costrette a vendere dollari e asset in dollari. La cessione dei Treasuries fa si che il rendimento dei titoli aumenti. E’ appunto questo, in estrema sintesi, il senso di quello che è avvenuto nel corso delle ultime settimane sul fronte obbligazionario.

Sempre secondo De Michelis, il vero “quesito amletico adesso sta nel capire se questa crescita globale, che comunque sta proseguendo, sia in grado di sopportare ulteriori rialzi dei tassi di interesse e fino a che punto questi rialzi impatteranno in maniera decisa sui prezzi degli asset finanziari. In caso di uno scenario negativo, quindi, mi aspetterei non una correzione, come quella che stiamo vedendo in questi giorni, ma un vero e proprio bear market, che potrebbe essere ancor più marcato sui mercati obbligazionari rispetto a quelli azionari”.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ETF