Segnali di forza per i mercati emergenti

Le economie emergenti hanno fatto molti passi avanti negli ultimi anni e i rischi sono diminuiti secondo gli analisti

di Mirco Galbusera, pubblicato il

I mercati emergenti attirano l’attenzione degli investitori poiché costituiscono un’opportunità di diversificazione dei portafogli in termini di crescita, valore e rendimento. Si tratta di economie che hanno goduto di un contesto economico favorevole e gli investitori si rendono conto di poter tradurre questo trend di crescita in un flusso costante di rendimento di lungo periodo.

Le economie emergenti – osserva Rennie McConnochie, Head of Global Banks di Aberdeen Standard Investments – hanno fatto molti passi avanti negli ultimi anni. La situazione patrimoniale di stati e aziende è solida e le istituzioni finanziarie si sono rafforzate. Sebbene il rischio collegato agli investimenti nei mercati emergenti resti maggiore rispetto ai mercati sviluppati, questi paesi offrono interessanti opportunità di lungo periodo.

Nel 2018 molte economie emergenti dovrebbero conservare la loro salute economica e fiscale nonostante la volatilità di inizio anno. Secondo la Banca mondiale, la crescita prevista delle economie emergenti per il 2018 è del 4,5%. Al confronto, la Banca mondiale ha riferito che i tassi di crescita nei mercati sviluppati potrebbero scendere al 2,2% nel 2018 rispetto al 2,3% del 2017. Nel complesso, è possibile che i mercati emergenti diano il maggior contributo alla crescita globale per l’anno 2018. I mercati emergenti offrono agli investitori una notevole opportunità di diversificazione geografica, pur tenendo conto che non si tratta di una realtà monolitica e pertanto non andrebbero considerati come un unico blocco. Per esempio, l’anno scorso l’Indonesia ha fatto enormi progressi sul fronte economico. Il rendimento nei mercati emergenti sale grazie a questo e ad altri successi, come gli sviluppi politici positivi in Argentina e Brasile. D’altro canto, il rendimento viene frenato da economie che devono affrontare importanti ostacoli economici, come il Sud Africa.

L’ India – prosegue McConnochie – continua a suscitare grande interesse grazie alle riforme fiscali abbinate a una politica monetaria indipendente. Secondo un sondaggio condotto da Bloomberg a febbraio 2018, gli investitori scontano un rialzo del tasso di riferimento indiano al 6,5% entro fine anno. Alcuni fattori, come il miglioramento delle prospettive di crescita e il rialzo dell’inflazione, potrebbero influenzare anche le prospettive di politica monetaria per l’anno in corso. I gestori che comprendono le sfumature dell’India saranno in grado di trarne vantaggio e di scovare nuove opportunità di investimento. Ciascun paese emergente si trova in una diversa fase di sviluppo politico ed economico. Noi crediamo che i gestori attivi siano nella posizione di comprendere dove si trovano le opportunità di investimento tra le società che operano nei mercati emergenti.

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Argomenti: Mercati Emergenti

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