Seat PG rinvia la copertura delle perdite. Default più vicino?

Lenta agonia di Seat Pagine Gialle, il cui default sembra ogni giorno più vicino. La difficile trattativa con gli obbligazionisti e la Regione Piemonte che si mobilita per tutelare i lavoratori.

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Lenta agonia di Seat Pagine Gialle, il cui default sembra ogni giorno più vicino. La difficile trattativa con gli obbligazionisti e la Regione Piemonte che si mobilita per tutelare i lavoratori.

Debito Seat Pagine Gialle: il capolinea appare inesorabile – Sembra una lenta agonia quella di Seat Pagine Gialle che da più di un anno sta cercando una soluzione al pesante fardello del debito da 2,72 miliardi che sta diventando insostenibile. L’assemblea degli azionisti, chiamata il 6 Ottobre a deliberare la riduzione del capitale per perdite – a norma dell’art. 2446 del Codice Civile – ha rinviato la copertura dei 923 milioni mancanti di tre mesi.

In cerca di chiarezza sulla conversione del bond Lighthouse Seat Pagine Gialle

I soci hanno quindi posticipato entro il 31 Dicembre una decisione delicata e urgente (il patrimonio è sceso a 201 milioni a fronte di un capitale sociale di 450) su proposta del consiglio di amministrazione in attesa che si faccia chiarezza sulla richiesta di conversione di 1,2 miliardi di debiti in azioni che stanno in capo agli obbligazionisti Lighthouse International, veicolo finanziario lussemburghese che nel 2004 aveva emesso un bond da 1,3 miliardi di euro garantito da Seat PG. Una decisione in parte attesa, poiché subordinata a quella più importante e vitale di conversione in azioni di gran parte del debito della società editrice delle guide telefoniche pagine bianche e pagine gialle, ma che lascia comunque nell’incertezza azionisti e obbligazionisti, anche perché non sono ancora giunte rassicurazioni circa il pagamento degli interessi semestrali pari a 52 milioni di euro per fine mese.

Seat Pagine Gialle nella Black List Consob – Il tutto, dopo che la Consob lo scorso 30 Settembre ha inserito il titolo del gruppo italiano nella sua cosiddetta black list, ossia la lista delle società che sono obbligate a fornire informazioni relative alla propria situazione aziendale e alla posizione finanziaria netta con cadenza mensile, anzichè trimestrale come è invece richiesto alle altre aziende quotate in Borsa.

La decisione era stata presa, non a caso, a fronte del livello di indebitamento di Seat Pagine Gialle registrato nel corso degli ultimi mesi e in prospettiva che la riduzione dello stesso cominci a diventare un ostacolo insormontabile.


Obbligazione Lighthouse 8% 2014

TRATTATIVA DIFFICILE CON GLI OBBLIGAZIONISTI – Chi è vicino alle trattative tra Seat Pagine Gialle e i bondholder Lighthouse butta acqua sul fuoco, ma tra i vertici della società – come hanno avvertito gli azionisti riuniti in assemblea – serpeggia un certo scetticismo per il tempo che passa senza che si arrivi a una soluzione. Gli azionisti di maggioranza (i fondi) hanno già bocciato la proposta avanzata dai possessori dei bond che prevedeva lo scambio di obbligazioni per 1 miliardo in azioni e di lasciare intatti bond per 300 milioni, estendendo la scadenza dopo il 2017 e alzando la cedola oltre la soglia attuale dell’8%. Ora sembra che si tratti per la trasformazione di almeno il 90% del bond Lighthouse in azioni, ma anche qui al momento si è a un punto morto e nulla di concreto è emerso in occasione della recente assemblea straordinaria.  Anche perché c’è un altro scoglio di non poco conto da superare: il valore di concambio. La maggior parte dei fondi hedge ha in portafoglio i bond Lighthouse a prezzi medi intorno a 40-50, ma ad oggi quei titoli valgono meno di 20 incorporando anche la cedola in maturazione. Con quale valore saranno concambiati in azioni? La discussione è aperta e la corda è tesa, ma per il momento Lazard, advisor degli obbligazionisti, e Rothschild, advisor di Seat, sono fermi al nulla di fatto. L’emittente ha inoltre fatto sapere che potrebbe anche non pagare la cedola se entro metà mese non si giungerà a un accordo soddisfacente per le parti.

 

GLI SCENARI POSSIBILI – Se le posizioni fra obbligazionisti e gli azionisti dovessero rimanere distanti anche nei prossimi giorni, è probabile che Seat non corrisponderà gli interessi sul bond Lighthouse, rinviando il pagamento di massimo 30 giorni, come previsto dal regolamento del prestito obbligazionario (Isin: XS0190027051) utilizzando questo periodo di grazia per ricattare i bondholders a scendere a patti con gli azionisti di maggioranza. Una mossa che però avrebbe scarse possibilità di successo, poiché molti fondi hedge comprando il Lighthouse nei mesi addietro si sono assicurati contro un possibile default e avrebbero tutto l’interesse a spingere Seat a ricorrere all’amministrazione straordinaria (Legge Marzano). D’altro canto, però, i fondi di private equity CVC, Permira e Investitori Associati che detengono il 49% di Seat, avrebbero interesse a venire incontro alle esigenze dei bondholders Lighthouse solo se la conversione in azioni, gli garantisse il controllo dell’azienda. Una eventualità difficilmente raggiungibile allo stato attuale se non attraverso una corposa iniezione di capitali freschi di gran lunga superiore a quella preventivata e subito disponibile da 300-350 milioni, anche a parziale copertura delle perdite registrate nel primo semestre. Una situazione veramente difficile, insomma, perché entrambe le parti in causa vogliono la stessa cosa (il controllo di Seat) e che alla fine lascia più ombre che luci sulla effettiva riuscita del piano di salvataggio dell’azienda torinese. Del resto, il ricorso alla Legge Marzano – come minacciato giorni fa dall’Ad Alberto Cappellini – è sempre possibile, ma in questo caso sarebbe la soluzione estrema che, da un lato risolverebbe il problema del debito, mentre dall’altro farebbe uscire di scena gli attuali amministratori di Seat, così come i possibili pretendenti (i fondi hedge). A tal fine è bene buttare un occhio anche sulle quotazioni delle obbligazioni Seat Pagine Gialle 10,5% 2017 (Isin: XS0482702395), termometro indicatore della gravità della situazione, che quotano introno a 65 (grafico a fianco) e offrirebbero – secondo gli analisti – un recovery addirittura superiore agli attuali corsi in caso di fallimento.

 

REGIONE PIEMONTE IN PREALLARME – E’ di due giorni fa, infine, la notizia di agenzia che il consiglio regionale del Piemonte si è attivato per seguire da vicino la vicenda.

Il consiglio ha infatti approvato all’unanimità un ordine del giorno, sulla situazione finanziaria e occupazionale di Seat Pagine Gialle, realtà industriale di grande importanza non solo regionale, ma anche nazionale. Il documento impegna l’assemblea a dare mandato alla giunta regionale di approfondire lo stato dell’azienda, nell’ottica di tutelare i lavoratori e tutto il patrimonio indotto che tale realtà industriale a caratura internazionale rappresenta per il territorio piemontese. Un campanello di allarme, quasi si voglia mettere le mani avanti preparandosi al peggio il caso l’azienda dovesse finire in amministrazione sotto l’egida del governo.

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