Seat Pagine Gialle: i soci approvano il riassetto

L’assemblea degli azionisti dà il via libera alla riduzione del debito tramite fusione di Lighthouse in Seat. Pronta la messa in liquidazione se il tribunale inglese dovesse dire di no

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L’assemblea degli azionisti dà il via libera alla riduzione del debito tramite fusione di Lighthouse in Seat. Pronta la messa in liquidazione se il tribunale inglese dovesse dire di no

Come ampiamente scontato, l’assemblea straordinaria degli azionisti ha dato il via libera alla fusione per incorporazione di Lighthouse International S.A. in Seat Pagine Gialle.

Lo scopo, come ampiamente descritto in precedenti articoli di Investireoggi, è quello di abbattere della metà il mostruoso debito accumulato da Seat negli anni, pari a 2.750 milioni di euro circa, divenuto impossibile da sostenere con la caduta dei ricavi di gruppo negli anni, per evitare il fallimento.

Pericolo non ancora del tutto scongiurato. L’operazione, infatti, benché assicurata da accordi di lock up con il 90% dei creditori Lighthouse 8% 2014, finito in default lo scorso mese di ottobre sul pagamento della cedola semestrale da 52 milioni di euro, dovrà ancora essere ratificata dal tribunale inglese.

Già, perché ora la sede legale di Lighthouse International è stata spostata a Londra (prima era in Lussemburgo) dove la legislazione locale fallimentare prevede che sia sufficiente il consenso del 75% dei creditori per ottenere rapidamente l’omologazione dal tribunale di un concordato fra le parti (scheme of agreement).

E, come ravvisa la stessa Seat in una nota, vi sono rischi legali inerenti al processo di ristrutturazione relativamente all’opposizione dei creditori/obbligazionisti alla fusione e quelli relativi alla mancata approvazione/efficacia dello “scheme of arrangement” da parte della Corte inglese.

Tale rischio potrebbe impedire o ritardare il processo di fusione, come già accaduto qualche volta in passato, al punto che il Consiglio di Amministrazione ha stabilito che le operazioni non debbano andare oltre il 31 Dicembre 2012. Dopo di che il medesimo consiglio adotti i provvedimenti relativi alla messa in liquidazione di Seat Pagine Gialle, nominando peraltro a tal fine quale organo di liquidazione un collegio di liquidatori già individuato da tempo.

 

Trasformazione del bond Lighthouse 8% in azioni Seat Pagine Gialle

E veniamo al piano di fusione. Cosa succederà agli obbligazionisti Lighthouse se tutto andrà per il verso giusto?

Il primo passo sarà costituito dalla richiesta di modifica delle clausole contrattuali del prestito obbligazionario Lighthouse International 8% 2014 da 1.300 milioni che prevede la corresponsione di un premio in denaro (consent fee), solitamente il 2% ogni 1.000 euro di obbligazioni possedute.

La proposta prevede in sostanza che le attuali obbligazioni sul mercato e gli interessi maturati e non corrisposti (69,3 milioni) vengano cancellati e sostituiti con altrettante obbligazioni convertibili che poi verrebbero immediatamente trasformate in azioni Lighthouse.

Agli azionisti andranno anche 65 milioni di nuove obbligazioni Lighthouse che saranno subito scambiate con altrettante obbligazioni Seat Pagine Gialle 10.50% 2017, già sul mercato, ma in stato di default tecnico, e prezzate intorno a 64. Fatto questo, si passerà alla fusione vera e propria delle due società per incorporazione di Lighthouse in Seat Pagine Gialle dietro delibera assembleare. Il tutto entro la fine del mese di agosto.

 

Costi iperbolici per finanziare il riassetto di Seat Pagine Gialle

Obbligazioni Lighthouse 8% 2014

Un cammino un po’ tortuoso, ma già pianificato da tempo e che dovrebbe consentire a Seat Pagine Gialle di tornare a guardare un po’ più serenamente al futuro, anche solo per i soldi che sono stati spesi per attuarlo. Al 31 Maggio 2012 la società aveva maturato complessivamente costi di transazione per 33,9 milioni di Euro, imputati nel conto economico quali oneri non ricorrenti per consulenze e assistenza degli advisors della società e delle controparti con cui la Seat ha concordato di farsene carico.

E non è ancora finita. Seat – come si apprende da un comunicato – prevede che sino al completamento della ristrutturazione saranno sostenuti ulteriori costi, prevalentemente riconducibili alle consent fees, dovute ai creditori finanziari che hanno acconsentito entro il 7 marzo 2012 alla proposta di accordo formulata dalla Società e alle success fees previste contrattualmente e dovute a favore di taluni advisor.

Tutte spese milionarie – fa notare un analista – che non potranno non incidere sul bilancio 2012 e sull’andamento del titolo, già abbastanza martoriato, benché Seat le abbia preventivate spalmandole su più esercizi.

 

Seat Pagine Gialle sarà contendibile sul mercato

Sul piano dell’assetto societario sarà possibile assistere a importanti cambiamenti dato che l’88% della nuova società sarà in mano al mercato indistinto e solo il 12% rimarrà di proprietà degli attuali fondi d’investimento.

Seat, dopo la fusione, sarà quindi contendibile. E anche se ci saranno imprenditori e investitori che non faranno certo a pugni per detenerne il controllo, dato il periodo di vacche magre – commenta Giorgio Aldrighetti di RBS – la società delle directories, dopo il riassetto, avrà un valore non trascurabile sul mercato che nel medio periodo si può tranquillamente desumere dal numero dei clienti e dalle potenzialità di crescita nel segmento internet sul quale Seat punta molto per il futuro.

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