Seat Pagine Gialle dice addio al bond Lighthouse 8%

Ha preso ufficialmente il via la trasformazione della società degli elenchi telefonici in una nuova compagnia internet con la conversione dei bond subordinati in azioni. Ricavi semestrali in crescita del 5,3%

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Ha preso ufficialmente il via la trasformazione della società degli elenchi telefonici in una nuova compagnia internet con la conversione dei bond subordinati in azioni. Ricavi semestrali in crescita del 5,3%

Seat Pagine Gialle si appresta a cambiare pelle. Il processo di metamorfosi, iniziato lo scorso anno con l’approvazione del nuovo piano industriale da completare entro il 2015 coronato da una difficilissima operazione di abbattimento del mostruoso debito da 2,7 miliardi di euro, sta prendendo concretamente forma. Dal punto di vista industriale, Seat PG sta focalizzando la sua attività core sul segmento internet al punto che i dati semestrali appena approvati dal Consiglio di Amministrazione hanno evidenziato un’accelerazione dell’online e del mobile del 38,5% rispetto al 2011 con 137,3 milioni di visite sul sito della compagnia e 3 milioni di downloads effettuati. Contabilmente i ricavi del segmento internet in Italia sono saliti al 30 giugno del 17,7% rappresentando il 61% del giro d’affari complessivo del gruppo, attestatosi nei primi sei mesi dell’anno a 451 milioni di euro (+5,3%). Significativo anche l’aumento del l’Ebitda (+9,1%) a quota 163,7 milioni di euro, mentre cala il debito finanziario a 2.674 milioni di euro anche per effetto del blocco del pagamento degli interessi sui titoli obbligazionari Seat PG 10,5% 2017 e Lighthouse 8% 2014. Un debito che entro l’autunno al massimo – come ha precisato la società illustrando i dati agli investitori – sarà dimezzato grazie all’accordo raggiunto cinque mesi fa con gli obbligazionisti Lighthouse International 8% 2014 e che sostanzialmente prevede, in via principale, la conversione di 1.300 milioni di euro in azioni della nuova compagnia che nascerà dal processo di ristrutturazione finanziaria del gruppo.

 

Consent solictation per gli obbligazionisti Lighthouse 2014 entro la fine di agosto 

 

A tal fine è in corso la procedura di formalizzazione (consent solicitation) dell’accordo di lock up raggiunto con oltre il 90% degli obbligazionisti Lighthouse che permetterà alla società lussemburghese con nuova sede legale a Londra, che aveva emesso nel 2004 il bond da 1,3 miliardi di euro (Isin: XS0190027051) garantito da Seat PG, di ottenere l’omologa dal tribunale inglese per la conversione del debito in azioni. Una sorta di concordato preventivo che necessita dell’accordo di almeno il 75% dei creditori, secondo la legislazione britannica, e che dovrebbe perfezionarsi subito dopo la chiusura della consent solicitation, prevista per il 29 agosto. In sintesi, Lighthouse International SA emetterà obbligazioni convertibili in azioni Lighthouse da assegnare agli obbligazionisti nella misura di 150 euro ogni 1.000 obbligazioni Lighthouse 8% 2014 possedute, più 50 nuove obbligazioni Lighthouse garantite dalla nuova società che saranno regolamentate pari passu a quelle già emessa da Seat Pagine Gialle 10,5% con scadenza 2017 e che ora scambiano intorno a 64% del nominale ex rateo essendo tecnicamente in default dallo scorso mese di gennaio quando l’emittente aveva sospeso il pagamento degli interessi. Successivamente Lighthouse convertirà tutte le 97,5 milioni di azioni che verranno emesse in 14,13 milioni di azioni della nuova compagnia “The Local Internet Company” a cui saranno conferiti tutti gli assets di Seat Pagine Gialle e le azioni attualmente in circolazione che da tempo scontano in borsa la trasformazione del mostruoso debito subordinato (vedi grafico sopra) e che saranno aggiunte, dopo necessario raggruppamento, a quelle provenienti da Lighthouse International.

Sia Lighthouse che Seat Pagine Gialle saranno quindi incorporate nella nuova Local Internet Company che si ritroverà così con un azionariato composto per l’88% da fondi d’investimento, mentre per il restante 12% dagli attuali azionisti.

 

Debito ridotto a 1,5 miliardi per la nuova “Local Internet Company” 

 

A conti fatti, il debito della nuova compagnia delle directories scenderà a circa 1,5 miliardi di euro e avrà una scadenza media quinquennale, poiché anche le banche creditrici (RBS in primis) hanno accettato, subordinatamente all’esito dell’operazione di swap del Lighthouse 8% 2014, di riscadenzare il proprio debito fino al 2016. Secondo gli analisti di ING a questo punto la strada per il risanamento è tracciata e ora dipenderà solo dalle capacità del nuovo management che si instaurerà ai vertici della società dopo la trasformazione affrontare le sfide del mercato. Il drastico e doloroso taglio del debito dovrebbe riportare l’ebitda a non superare di cinque volte il debito, un valore ancora elevato se si pensa che la sorella francese Pagesjaunes ha preventivato poco tempo fa di portarlo a 3 x rinunciando alla distribuzione dei dividendi e procedendo alla riduzione del personale, ma comunque sostenibile per i prossimi anni, in attesa che si riprenda il mercato pubblicitario in Italia. Sui conti – osservano da ING – peseranno ancora per un po’ tutte le spese legali e le consulenze sostenute per portare a termine una ristrutturazione del debito che molti avevano definito impossibile solo un anno fa, ma queste dovrebbero essere mitigate dall’incasso di 47 milioni derivanti dal contenzioso fra Telegate e Deutsche Bank chiuso in via definitiva da poco.

Resta da definire l’impatto fiscale, non certo trascurabile e su cui alcuni fondi d’investimento coinvolti avevano manifestato una certa preoccupazione, ma per il quale Seat ha già interpellato l’Agenzia delle Entrate per una definizione che impatterà sui conti del 2013.

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