Seat Pagine Gialle chiede più tempo al Tribunale

La società delle guide telefoniche ha chiesto 15 giorni in più per presentare la proposta di concordato preventivo che coinvolge gli obbligazionisti. Si avvicina un altro taglio del debito e un aumento di capitale

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La società delle guide telefoniche ha chiesto 15 giorni in più per presentare la proposta di concordato preventivo che coinvolge gli obbligazionisti. Si avvicina un altro taglio del debito e un aumento di capitale

Seat Pagine Gialle prende tempo per la presentazione della proposta di concordato coi creditori. Con un comunicato stampa, la società editrice della guide telefoniche, che lo scorso 13 febbraio aveva ufficialmente chiesto l’ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità secondo la nuova legge fallimentare, ha chiesto al Tribunale di Torino una proroga di 15 giorni per presentare il piano che dovrà includere una proposta di accordo con i creditori per evitare il fallimento. Il termine di 120 giorni inizialmente concesso dal Tribunale potrebbe quindi slittare dal 13 al 29 giugno se il magistrato accoglierà la richiesta motivata con la “necessità di ultimare con la dovuta accuratezza le proposte di concordato preventivo, il relativo piano e la documentazione”. Del resto Seat PG aveva provveduto alla nomina degli advisors (KPMG quale consulente finanziario, lo studio Pedersoli e Associati, l’Avv. Claudio Tatozzi e il Prof. Roberto Sacchi quali consulenti per gli aspetti legali, nonché il Dott. Riccardo Ranalli quale professionista incaricato dell’attestazione prevista ai sensi di legge) solo a fine marzo.

 

Svalutazioni, cessioni di assets e altro taglio del debito in arrivo per Seat PG

 

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Quindi, per gli obbligazionisti Seat senior 10,50% 2017 rimasti incastrati con la società editrice della guide telefoniche (default sul pagamento degli interessi il 31 gennaio scorso) e coinvolti direttamente nella partita si allungano i tempi di attesa prima di conoscere i contenuti del piano finanziario che accompagnerà la domanda di ammissione al concordato preventivo. Tale piano poggerà essenzialmente sulle risultanze contabili del 2012 a cui Seat PG sta lavorando alacremente affinché il Cda lo possa presentare, insieme al resoconto intermedio al 31 marzo 2013, in concomitanza con la richiesta di ammissione alla procedura concorsuale.  A livello contabile, particolare attenzione è riservata all‘impairment test sugli attivi immateriali da 2 miliardi di euro, a fronte di un patrimonio netto di 685 milioni. La società si attende, infatti, che la revisione comporterà una consistente svalutazione del valore del goodwill che farà scendere il patrimonio netto in territorio negativo con necessità di ricapitalizzazione (in denaro o in natura) e/o la cessione di assets strategici come la controllata tedesca Telegate o la britannica Thomson Directories. Il piano di ristrutturazione finanziaria che coinvolgerà tutti gli stakeholders dovrà, poi, tenere conto di una situazione di difficoltà che ha visto i ricavi 2012 crollare a 843 milioni di euro (-11,9%) e l’ebitda passare da 371 milioni a 343 (-12,9%) nonostante il provento una tantum da 56 milioni derivante da Telegate a esito della vittoria definitiva in un vecchio contenzioso contro Deutsche Telekom.

 

Piano di ristrutturazione Seat Pagine Gialle atteso per fine giugno

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A fine giugno si consoceranno quindi le proposte di Seat Pagine Gialle per evitare il fallimento. Il celebre gruppo editoriale delle guide telefoniche, travolto dalla crisi e da una montagna di debiti su cui hanno speculato dal 2004 finanzieri e fondi avvoltoi, dovrà infatti presentare un piano finanziario e industriale credibile e veritiero per il rilancio del gruppo affinché possa essere approvato dai soci e omologato dal Tribunale. Che cosa ci si deve aspettare quindi? Benché tutto sia avvolto dal mistero, appare evidente che quello che occorre per rendere il business di Seat PG sostenibile finanziariamente sia un rigoroso taglio dei costi finanziari e di gestione (forza lavoro), alla luce del passaggio della attività industriali dal settore cartaceo al web, e soprattutto un abbattimento del  debito e dei costi per consulenze non ancora liquidati (come i 70 milioni deliberati dal vecchio Cda per sostenere la precedente ristrutturazione finanziaria). Già lo scorso anno il gruppo aveva tagliato profondamente l’enorme debito da oltre 2,7 miliardi portandolo a 1,34 (dati di marzo 2013) attraverso la conversione quasi integrale del bond subordinato Lighthouse International 8% 2014 in 14 miliardi di nuove azioni, ma l’operazione sembra non essere stata sufficiente. Il perdurare della crisi in Italia con il calo verticale della raccolta pubblicitaria ha impedito a Seat PG di rimettersi in bonis, nonostante l’agenzia di rating Standard & Poor’s avesse inizialmente promosso la società attribuendole rating B-.

 

Aumento capitale Seat Pagine Gialle è dato per scontato

 

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Cosa dovranno quindi aspettarsi azionisti e obbligazionisti? Rumors di mercato concordano per un taglio del debito senior da 1,52 miliardi in capo a banche e obbligazionisti per una quota del valore nominale compresa fra il 33% e il 50% con contestuale allungamento delle scadenze della parte restante di debito. Allo stesso tempo si parla di attribuzione di nuove azioni ai creditori che diventerebbero a tutti gli effetti i padroni di Seat Pagine Gialle, come avvenuto per la precedente ristrutturazione del bond Lighthouse. Contestualmente, in mancanza di un socio di riferimento nel capitale o di un cavaliere bianco, è altresì probabile che venga proposto un aumento di capitale agli attuali azionisti (con diritto di opzione per gli obbligazionisti) che ne diluirebbe ancora di più le quote dei piccoli, già a valori infinitesimi. Il tutto, poi, dovrà essere approvato dall’assemblea in seduta straordinaria col rischio di bocciatura e di rinvio dell’omologazione del piano da parte del Tribunale con la possibilità che Seat possa finire in fallimento. “Una eventualità non tanto remota – osserva un legale vicino al dossier e rappresentante di alcuni soci – dato che i piccoli azionisti, già dissanguati dalle precedenti manovre speculative azzardate dei fondi avvoltoi che hanno portato il valore delle azioni da 6 euro a 2 millesimi, sarebbero poco inclini a svenarsi immettendo ulteriore liquidità nell’azienda. “La cosa sarebbe ragionevole solo se Seat PG di base fosse sana e profittevole, ma se continuerà a essere un bidone, a quel punto meglio lasciarla morire”. Parole che si scontrano con quelle pronunciate dall’Ad di Seat PG, Vincenzo Santelia che si dice fiducioso del fatto di riuscire a portare l’azienda nel 2016-2017 in una situazione migliore di quella attuale. “La recente conversione del debito in azioni ha reso Seat PG una public company – prosegue Sant’Elia – e la società è assolutamente contendibile, soprattutto dopo l’uscita dei fondi, ma nessuno si è ancora fatto avanti perché il debito risulta ancora troppo alto da sostenere”. Non appena Seat PG sarà in grado di fare utili, arriveranno anche i compratori. Sempre che non imploda prima sotto i colpi della crisi.

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Argomenti: Obbligazioni societarie