Scommettere sui BTp? Ecco gli scenari premianti e quelli potenzialmente a rischio

Investire proprio oggi sui BTp potrebbe rivelarsi premiante nel prossimo futuro, a meno che non si verifichi qualche scenario negativo per i nostri titoli. Vediamo le prospettive.

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Investire proprio oggi sui BTp potrebbe rivelarsi premiante nel prossimo futuro, a meno che non si verifichi qualche scenario negativo per i nostri titoli. Vediamo le prospettive.

La pressione sui BTp si è un po’ allentata rispetto a mercoledì, quando lo spread con i Bund a 10 anni è schizzato fin sopra i 290 punti base. I mercati hanno preso a pretesto una dichiarazione del vicepremier Matteo Salvini, secondo la quale l’Italia sforerebbe il deficit al 3% del pil per dimezzare il tasso di disoccupazione. Buona parte della lievitazione giornaliera del differenziale è stata dovuta, si è appreso a fine seduta, da un grosso ordine di vendita in Asia, tra Hong Kong e Singapore, da solo in grado di fare salire le distanze tra i due bond di 5 bp.

Questo significa che qualche grosso investitore istituzionale abbia scommesso contro l’Italia. Del resto, spiegano gli addetti ai lavori, non c’è alcuno stupore che ciò accada ai danni di un debito sovrano con rating a un passo dall’essere valutato “spazzatura” dalle agenzie internazionali.

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I rendimenti italiani sono ormai da tempo i secondi più alti di tutta l’Eurozona dopo la Grecia. Rispetto al periodo della prima crisi dello spread (2011-’12), quando l’esplosione dei rendimenti colpì tutti i cosiddetti “Piigs”, adesso il fenomeno riguarda solo l’Italia, che per dirla con le parole del governatore centrale Ignazio Visco, esibisce con i cds un rischio di default e di ridenominazione dei titoli del debito che non va sottovalutato.

Questo non vuol dire che scommettere al rialzo sui BTp non abbia senso oggi. Al contrario, quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, a meno che non si percepisca che le cose non faranno che peggiorare ulteriormente, arriva il momento di comprare. E bisogna ammettere che le tensioni pre-elettorali sui mercati fossero scontate, che il ritorno dello spread in area 300 punti non fosse poi considerato un evento così improbabile. Ma dopo? E qui le valutazioni dei traders divergono, sebbene apparentemente portino tutte a scontare come probabile un sollievo almeno momentaneo per i nostri BTp.

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La caduta del governo Conte

Qual è il principale timore? Che il governo Conte cada dopo le elezioni europee e che l’Italia si ritrovi con una nuova campagna elettorale, nel bel mezzo delle settimane in cui andrebbe redatta la legge di Stabilità per rassicurare mercati e Commissione UE sulla solidità dei conti pubblici, evitando possibilmente la stangata dell’IVA.

Il rischio esiste, ma l’eventuale caduta di Giuseppe Conte non porterebbe a un salto nel buio. Essa sarebbe seguita da due scenari alternativi o forse nemmeno tali: la formazione di un nuovo governo; elezioni anticipate. Il primo avrebbe o natura tecnica, come fu quello guidato da Mario Monti tra la fine del 2011 e la primavera del 2013, oppure politica, nascendo da una possibile alleanza parlamentare tra Movimento 5 Stelle e PD.

In entrambi i casi, i BTp rifiaterebbero. Va da sé che se il governo fosse tecnico, i mercati apprezzerebbero di gran lunga, ma anche un asse 5 Stelle-PD verrebbe visto positivamente, più responsabile di una maggioranza tutta “populista”. Certo, si tratterebbe di una prospettiva di breve periodo in ogni caso e bisogna ammettere che le probabilità che uno dei due sotto-scenari si verifichi non sembrano elevate. Con quali numeri, infatti, verrebbe sostenuto un governo tecnico? E da parte di quali partiti? Per non parlare del fatto che il PD sarebbe diviso, così come l’M5S, sulla prospettiva di un’alleanza di governo, pur temporanea.

Elezioni anticipate e il rischio Francia

L’altro scenario riguarda le elezioni anticipate. Secondo Franklin Templeton, sarebbe valutata positiva una vittoria del centro-destra, guidato da Matteo Salvini. I sondaggi ad oggi ci dicono che la coalizione tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia conquisterebbe nettamente il maggior numero di seggi sia alla Camera che al Senato e questa prospettiva rafforzerebbe i BTp, perché i mercati vedrebbero certamente meglio di oggi un governo Salvini, sorretto da altre formazioni di centro-destra, più “business-friendly” dei 5 Stelle. Molto dipenderà, ovviamente, dalla percentuale di voti che otterrà la Lega alle europee. Se dovesse risultare superiore, e di molto, a quella dell’M5S, la crisi di governo sarebbe solo una questione di settimane.

E già si vocifera che Salvini cerchi la benedizione della Casa Bianca per far cadere questo governo, quando si recherà in visita a Washington a giugno.

Ma c’è un rischio che incomberebbe sui BTp e scaturente dagli esiti delle europee: la Francia. Se la destra di Marine Le Pen, come sembrano suggerire i sondaggi per un soffio, si affermasse sulla formazione di Emmanuel Macron, i mercati potrebbero trarne le conseguenze e scontare un progressivo sfaldamento delle istituzioni comunitarie, tale da accrescere il rischio di ridenominazione dei bond nelle valute nazionali. Per l’Italia, sarebbe una brutta notizia, perché ciò porterebbe a richiedere rendimenti ancora superiori per le emissioni di debito, in quanto l’eventuale futura conversione dei bond in lire infliggerebbe perdite agli investitori stranieri sul fronte cambio e a quelli italiani per via della prevedibile ascesa dell’inflazione. Ma nemmeno in questo caso, fasciamoci la testa. Molto dipenderà da come i governi gestiranno il dopo-elezioni. E le variabili in gioco sono tante e imprevedibili.

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