Scendono i tassi dei Btp, ma il debito pubblico è alle stelle

In asta altri 5 miliardi di titoli di stato con rendimenti in calo. Le tensioni in Grecia allargano lo spread e il debito italiano sfiora i 2.000 miliardi

di Mirco Galbusera, pubblicato il
In asta altri 5 miliardi di titoli di stato con rendimenti in calo. Le tensioni in Grecia allargano lo spread e il debito italiano sfiora i 2.000 miliardi

Dopo il successo del collocamento dei Bot a un anno con tassi in calo, è stata la volta oggi dei titoli di stato a media e lunga scadenza, quelli che solitamente indicano con più precisione lo stato di salute della finanza pubblica ancora condizionato dalle notizie provenienti dalla Grecia. Le incertezze sullo sblocco degli aiuti alla Grecia continuano, infatti, ad alimentare l’avversione al rischio. Mentre la Grecia sembra in grado di assicurarsi la liquidità di brevissimo termine necessaria a evitare un default immediato, i creditori internazionali dei titoli ellenici restano sostanzialmente divisi su come procedere al pagamento degli aiuti e portare a livelli di sostenibilità il debito del paese. E ciò si ripercuote inevitabilmente sul differenziale fra i titoli italiani e tedeschi (spread) che si è allargato fino a 360 punti alla vigilia dell’asta dei Btp.

Asta Btp 3 anni: i risultati del collocamento

Nonostante il clima di fondo incerto, il Dipartimento del Tesoro è riuscito a collocare 5 miliardi di euro di titoli suddivisi in diverse scadenze offrendo nel complesso rendimenti migliori di quelli preventivati alla vigilia. Più nel dettaglio, sono stati venduti 3,5 miliardi di Btp 4,50% Luglio 2015 (IT0004840788), il grosso dell’offerta, con un rendimento che si è attestato al 2,64%, in ribasso rispetto all’asta precedente (2,86%). La buona domanda degli operatori ha sostenuto i prezzi già alla vigilia e conseguentemente il tasso d’interesse si è abbassato denotando un rinnovato interesse anche dall’estero per i titoli di stato tricolori sulla parte breve della maturazione.  Disposta anche l’assegnazione della 26esima tranche di Btp 10 anni 4,75% 2023 per 816 milioni di euro (IT0004356843) che ha segnato un rendimento finale lordo al 4,81%, in leggero ribasso rispetto al collocamento precedente e, l’assegnazione della 38esima tranche del Btp 5,25% 2029 per 683 milioni di euro (IT0001278511) il cui tasso finale è risultato del 5,33%. 

 

Debito pubblico record per l’Italia? Niente di sorprendente

 

Intanto è stato raggiunto a settembre un nuovo record storico per il debito pubblico italiano: 1.995,1 miliardi, 19,5 in più rispetto ad agosto. Lo rileva Bankitalia nel supplemento al bollettino statistico, che spiega come l’incremento dello stock rifletta il fabbisogno del mese della pubblica amministrazione (11,6 mld) e l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (8,6mld). Più precisamente, escludendo le erogazioni a favore della Grecia, la quota Esfs e le misure relative alla Tesoreria unica – scrive Bankitalia – il fabbisogno sarebbe in linea con quello 2011. Il tutto, mentre le entrate del fisco nei primi 9 mesi dell’anno sono state 280 miliardi, in aumento del 2,6% (7mld) rispetto allo stesso periodo 2011 (Debito pubblico record e l’Italia sborsa ancora per aiutare gli altri).

E le reazioni non si sono fatte attendere, soprattutto dalla stampa anglosassone che ha sollevato ampie critiche sull’operato del governo Monti e sulla classe politica italiana, ritenuta dal Financial Times, inefficiente e corrotta alla luce degli ultimi scandali che hanno coinvolto gli amministratori degli enti locali. Rassicurazioni sulla tenuta dei conti pubblici, sono comunque arrivate dal Ministro dell’Economia Grilli durante una conferenza stampa a Bruxelless. Ai giornalisti il ministro ha detto di non essere preoccupato per il nuovo record del debito pubblico, salito a 1.995,1 mld. “Nulla di sorprendente: finché non si raggiunge il pareggio di bilancio, il debito aumenta”. Poi ha aggiunto: “Riteniamo che i conti siano in ordine in maniera permanente da qui al 2014”. Servono misure aggiuntive? “E’ prematuro parlarne, ma a nostro giudizio non pare ce ne sia bisogno”, ha risposto Grilli.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani, Btp

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