Sanzioni USA contro la Turchia sui missili russi, bond e lira cadono ai minimi da un mese

Ankara sarà oggetto di sanzioni americane per l'acquisto di missili S-400 dalla Russia. Rendimenti sovrani in forte rialzo, cambio di nuovo giù.

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Sanzioni USA contro la Turchia mandano giù lira e obbligazioni

Diversi alti funzionari americani hanno comunicato ieri che gli USA si accingerebbero a imporre sanzioni contro la Turchia per via degli acquisti di missili S-400 dalla Russia. Oggetto dell’embargo sarebbe la Presidenza delle Industrie della Difesa e il suo presidente Ismail Demir. Non un vero fulmine a ciel sereno, ma forse i mercati non si aspettavano un epilogo di questo tipo al termine della presidenza Trump, quando già si prevedono nuove tensioni tra la prossima amministrazione di Joe Biden e il presidente Erdogan sul rispetto dei diritti umani.

Inevitabili i contraccolpi finanziari: la lira turca perde oggi fino a circa l’1,70% contro il dollaro, scivolando a un tasso di cambio superiore a 8, tornando ai livelli di debolezza di un mese fa. Male anche il mercato obbligazionario, con il bond sovrano a 10 anni a offrire un rendimento in salita di 44 punti base al 13,41%, ai massimi da oltre un mese. Anche la scadenza a 2 anni rende ormai più delle ultime settimane, al 14,71%.

Bond Turchia, emissioni in lire e dollari a 10 anni e cambio tornato debole

Mercati tesi sull’inflazione

E dire che alla terza settimana di novembre erano stati toccati livelli minimi da mesi, con il decennale all’11,57% e il biennale al 13,10%, a fronte di un cambio sceso a 7,55. Era stata la reazione più che positiva alla nomina del nuovo governatore centrale e alle dimissioni da ministro dell’Economia di Berat Albayrak, genero di Erdogan. Entrambe le nuove figure a capo dei dossier economici ispirano maggiore fiducia agli investitori. E in queste prime settimane non sembra essere stata tradita. I tassi d’interesse sono stati alzati di 475 punti base al 15%, sebbene nel frattempo siano arrivate cattive notizie dall’inflazione, che a novembre è salita al 14%.

Al di là dell’embargo in arrivo, quindi, il mercato è da giorni nervoso sulle prossime mosse della banca centrale. A questo punto, il governatore Naci Agbal non potrà fare a meno di una nuova stretta, così da segnalare la reale intenzione di battere l’inflazione. Fino alla prossima riunione del board, fissata per il 24 dicembre, cambio e bond resteranno deboli, indipendentemente dalle notizie che arriveranno da Washington sulle sanzioni.

Giù anche il nuovo decennale in dollari, scadenza 15 gennaio 2031 e cedola 5,95% (ISIN: US900123DA57), che nell’ultima settimana ha perso più di un punto percentuale e mezzo, salendo a un rendimento del 6%. Analogo l’andamento per i titoli, sempre in dollari, con scadenze più lunghe: il bond marzo 2038 e cedola 7,25% (ISIN: US900123BB58) è arretrato dell’1,7% in 7 giorni, offrendo oggi un rendimento del 6,30%.

L’inflazione in Turchia accelera e i rendimenti dei bond tornano ai massimi da un mese

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