Santander, il nuovo bond perpetuo rende più del 6%

Il noto gruppo bancario spagnolo torna sul mercato con una obbligazione in euro ad alto rendimento. Tutti i pro e i contro dell’investimento con il parere degli analisti

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Il noto gruppo bancario spagnolo torna sul mercato con una obbligazione in euro ad alto rendimento. Tutti i pro e i contro dell’investimento con il parere degli analisti

Banco Santander lancia un bond perpetuo con rendimento superiore al 6%. La banca spagnola, facente parte del più noto gruppo internazionale Santander Group, ha prezzato da poco una nuova obbligazione senza scadenza, da 1,5 miliardi di euro, andato letteralmente a ruba fra gli investitori istituzionali. Si tratta, per la precisione di un’obbligazione di diritto spagnolo compatibile con le nuove regole di Basilea 3 e comunitarie che considerano capitale solo gli strumenti ibridi espressamente legati al dividendo azionario. In pratica, in caso di grosse difficoltà del Banco Santander, il nuovo bond potrà essere convertito in azioni della banca.

 

Obbligazioni in euro Banco Sandander S.A. 6,25% 2019

 

santander group

Per questo motivo, il bond offre un tasso d’interesse molto alto. L’obbligazione in euro paga infatti una cedola fissa del 6,25% il 12 marzo di ogni anno fino al 2019 quando scatterà la facoltà di richiamo da parte dell’emittente (early redemption) e, se non verrà richiamata a 100, continuerà a corrispondere un interesse variabile del 5,41% sopra il tasso mid swap a 5 anni. La nuova obbligazione subordinata del Banco Santander (Isin XS1043535092) è stata collocata da un pool di banche guidate  da Bank of America Merrill Lynch, Citigroup, Santander e UBS presso investitori istituzionali di tutto il mondo al prezzo di 100. A partire da mercoledì prossimo sarà quindi negoziabile sulla borsa irlandese per lotti minimi di 100.000 euro e multipli aggiuntivi di 1.000, ma sul mercato non regolamentato OTC viene già scambiata a 100,40 per un rendimento effettivo lordo leggermente inferiore a quello del tasso fisso cedolare. Per gli amanti degli investimenti in obbligazioni bancarie si tratta certamente di un peccato di gola a cui è difficile resistere, dati i tassi di riferimento che girano attualmente sul mercato dei titoli obbligazionari bancari europei. Le difficoltà del settore del credito sono note nell’eurozona e Spagna e Italia non se la passano certo bene, alle prese con imponenti piani di ricapitalizzazione e stress test da superare quest’anno. Tuttavia il peggio sembra essere ormai alle spalle – come sostiene la BCE – e Banco Santander gode, al pari di altre banche europee, di rating “investment grade”: BBB per Standard & Poor’s e Baa3 per Moody’s. Il confronto con il bond senior Banco Santader 4% 2020 (Isin XS0877984459), benché improprio, indica però che le aspettative del mercato verso le obbligazioni bancarie, anche quelle più rischiose, sono buone.

Il rendimento è infatti inferiori di due terzi rispetto al bond perpetuo Banco Santander 2019, decisamente troppo.

 

Banco Santander, il giudizio degli analisti

 

agenzie di rating

Le sorti del gruppo bancario spagnolo sono strettamente legate a quelle del paese. Benché il rischio default della Spagna sia stato fugato e l’ultimo stress test superato – osservano gli analisti di Standard & Poor’s – la banca necessita di ulteriori conferme sulla solidità patrimoniale. Lo scorso mese di dicembre, il rating della banca spagnola è stato confermato a BBB ma l’outlook è stato rivisto da positivo a stabile in attesa del passaggio degli stress test imposti dalla BCE per quest’anno. Per lo stesso motivo, anche Moddy’s ha fatto un passo indietro lo scorso mese di febbraio mettendo il Banco Santander sotto osservazione con implicazioni negative, pur mantenendo il proprio giudizio sulla banca ferma a Baa2 sul debito senior. Gli analisti internazionali mettono in particolare l’accento sulle permanenti difficoltà derivanti dal mercato immobiliare e dalla difficile ripresa delle attività industriali in Spagna che mantengono bassa la domanda di credito. Nonostante ciò, il gruppo bancario è riuscito a rinforzare il proprio patrimonio riducendo contestualmente i costi grazie al contributo delle sussidiarie internazionali. Al 31 dicembre 2013 il capital core ratio era salito al 11,71% dal 10,33%. Per effetto, Moody’s ha confermato per Banco Santander il rating Baa3 per il debito senior e Ba1 per il debito subordinato.

 

Santander, l’utile vola del 90% nel 2013

 

Nel 2013 gli utili del gruppo bancario più grande d’Europa sono letteralmente esplosi. Il 2013 si è infatti chiuso con un utile netto di 4,37 miliardi di euro, in crescita del 90,5% rispetto al 2012. “Dopo diversi anni di rafforzamento dello stato patrimoniale e del capitale – ha commentato il presidente Emilio Botin – Banco Santander sta entrando in un periodo di forte crescita dei profitti nei prossimi anni”. [fumettoforumright]Il margine da interesse si è invece contratto del 13,3% nel complesso del 2013, a 25,94 miliardi, anche in questo caso sotto le stime. Il quarto trimestre dell’anno scorso ha invece visto un lieve incremento dell’utile, +0,4% rispetto allo stesso periodo del 2012, a 1,06 miliardi. La banca ha quindi sottolineato che i risultati del 2013 hanno rappresentato “un’inversione di tendenza dopo il calo dei profitti degli ultimi anni”. Santander, come altre banche europee, ha preso recentemente diverse misure per rafforzare lo stato patrimoniale in vista dei prossimi stress test europei. Pochi giorni fa il colosso iberico ha completato la cessione del 85% della divisione immobiliare Altamira ad Apollo Global Management per 664 milioni di euro, sfruttando l’aumento dell’interesse degli investitori internazionali per il settore del real-estate spagnolo. Negli Stati Uniti la controllata texana Santander Consumer Usa Holdings ha raccolto la settimana scorsa circa 1,8 miliardi dollari dalla sua offerta pubblica iniziale che ha consentito alla casa madre di incassare 740 milioni.

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