“Salvate il soldato Papandreou”, l’iniziativa passa ora all’Eurozona

La Grecia ha dato formalmente il via libera al "Programma di Medio-Termine" concordato con la Troika che la vedrà impegnata nei prossimi anni ad azzerare il deficit/Pil e ritornare ad un debito sostenibile

di tommy271, pubblicato il
La Grecia ha dato formalmente il via libera al

“Salvate il soldato Ryan” è il celebre film di Steven Spielberg che narra la vicenda della mobilitazione del servizio di polizia dell’esercito statunitense, incaricato di trovare il soldato Ryan e riportarlo vivo a casa. E’ rimasto l’unico superstite di una famiglia partita per combattere la Germania Nazista: un ago in un pagliaio. Il film si apre con lo sbarco in Normandia, una carneficina ben rappresentata da immagini e suoni. Senza dialoghi. Da lì iniziò l’apertura del secondo fronte che, assieme all’avanzata sovietica ad est, strinse in una tenaglia mortale il Terzo Reich. Quella che si chiude è stata una settimana molto impegnativa, la Grecia ha dato formalmente il via libera al “Programma di Medio-Termine” concordato con la Troika che la vedrà impegnata nei prossimi anni ad azzerare il deficit/Pil e ritornare ad un debito sostenibile. Le giornate di mercoledì e giovedì sono state cruciali. Il programma è stato approvato dal Parlamento con una maggioranza ristretta di 155 voti a favore, 138 contrari e 5 astensioni mentre il secondo passaggio , quello sui decreti attuativi, i contrari si sono ridotti a 136. E’ stato il primo passaggio di una serie di compiti impegnativi che proseguiranno poi con il rilascio della “Quinta Tranche” da 12 miliardi per concludersi con un nuovo programma di aiuti supplementari che vedrà la partecipazione, per la prima volta, dei privati. La Grecia riceverà così altri 85 miliardi di nuovi finanziamenti che andranno ad aggiungersi ai precedenti 110 miliardi, in parte già erogati. Il meccanismo di pagamento, estremamente vessatorio, dovrebbe essere confermato a tranche trimestrali sottoposte a verifica con il raggiungimento degli obiettivi concordati. Il paese sarà così virtualmente coperto sino al 2014, senza la necessità di ricorrere al libero mercato dei capitali per poter finanziare il proprio debito. La parola passa ora all’Eurogruppo che dovrà formalizzare i passi successivi. Sul fronte economico la recessione prosegue. Se da un lato la bilancia commerciale continua a migliorare, le previsioni per il 2011 sono leggermente peggiori rispetto alle stime iniziali. Si prevede una contrazione del PIL al 3,9% rispetto ad un preventivato 3,5%  mentre la disoccupazione dovrebbe raggiungere quest’anno il suo apice intorno al 17%. Il ritorno all’avanzo primario rimane però confermato entro il 2012, grazie ai tagli e alle manovre fiscali. Rimane intatta la priorità di riforma del sistema impositivo e di dare avvio, da subito, alla creazione di un’agenzia che si occuperà di privatizzare le aziende pubbliche. Quest’ultima operazione potrà servire anche da volano per attrarre capitali dall’estero e mobilitare nuove sinergie. La UE ha fatto sapere, tramite Barroso, anticiperà le risorse derivanti dai propri “fondi strutturali” per contribuire ad avviare una prima fase di ripresa entro un’economia asfittica. I compiti rimangono fortemente impegnativi, ma un passo alla volta, si uscirà dalla recessione. L’attesa per noi bondholder è tutta rivolta verso i meccanismi di coinvolgimento dei privati tramite il rollaggio dei debiti in scadenza. Una pietra era stata tolta, ma è passata inosservata, la scorsa settimana con la decisione del futuro ESM di evitare di assumere la “seniority” sui debiti dei paesi che richiederanno il suo intervento. Un altro passo in avanti è avvenuto pochi giorni fa con una articolata proposta francese, cui si è aggiunta venerdì quella tedesca – approvata da Schaeuble – ma di cui si conosce solo a grandi linee il contenuto. Tenendo conto che, di quest’ultima, non ne conosciamo ancora la formulazione possiamo solo dire attenerci alle dichiarazioni ufficiali che ricalcano a grandi linee la proposta francese. Dunque, senza entrare nel dettaglio della cruciale questione giuridica delle garanzie sottostanti, analizziamo la proposta avanzata dai francesi. Innanzitutto la proposta mira al rollover dei bond GGB in scadenza tra luglio 2011 e giugno 2014 su base volontaria. La proposta è indirizzata, in questo momento, agli istituzionali. L’obiettivo è quello di contribuire al nuovo pacchetto da 85 miliardi con una raccolta di almeno una trentina di miliardi derivante dai finanziamenti privati, senza però far scattare i CDS. Le opzioni all’esame sono due. La prima, più complessa ed elaborata, prevede l’emissione di nuovi bond GGB (PG, principal guaranteed) della durata trentennale con cedola minima al 5,5% che può aumentare sino ad un massimo dell’8% in base all’incremento su base annuale del PIL. Accanto a questo opererebbe una garanzia sul nominale da parte di un meccanismo SPV (special purpose vehicle). Il rollaggio consiste in un importo pari al 70% del nominale in scadenza mentre il 30% verrebbe restituito cash. Il nuovo titolo non sarebbe negoziabile prima del 2022, ma sarebbe comunque quotato. La garanzia data dallo SPV consisterebbe nell’acquisto di Zero Coupon tripla AAA per almeno il 30% del debito in scadenza. Questi ZC, immagino siano EFSF, avrebbero un valore nominale a 100 ma offerti intorno a 30. Quindi man mano che raggiungeremo la data di rimborso i nostri titoli ritornerebbero verso la parità coprendo interamente la garanzia offerta. La seconda ipotesi, molto più semplice e percorribile, va incontro alla prima proposta “Schaeuble”. Si tratta di emettere nuovi bond a cinque anni con cedola semplice al 5,5%. L’obiettivo però rimane molto più alto, essendo fissato in almeno il 90% di adesione del debito in scadenza. Su questi titoli, al momento, non sono previsti meccanismi particolari di garanzie collaterali. Questo invece non sarà negoziabile ma rimarrà quotato. Questa, in sintesi, l’attuale “stato dell’arte”. Nell’ultima settimana c’è stata una leggera ripresa delle quotazioni  sui nostri titoli che potrà concretizzarsi ed assestarsi in un rimbalzo più accentuato alla conclusione positiva di tutti i passaggi. Non dobbiamo però farci troppe illusioni. I consistenti rimbalzi dello scorso anno erano dovuti al forte impegno della BCE sul fronte “secondario” degli acquisti. Le operazioni, senza essere state formalizzate, si sono però concluse da tempo. Un ulteriore slancio ci potrà essere con un impegno eplicito dell’EFSF allargando la possibilità di intervento dal “primario” al “secondario”. Con la possibilità poi di procedere a finanziamenti in grado di effettuare operazioni di buy-back sui titoli. Questa rimane in ultima analisi, pur nelle difficoltà operative, l’unico mezzo realmente concreto per abbattere il pesante debito greco accumulato durante gli anni. Un metodo efficace ed indolore, per tutti.

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Argomenti: Titoli di Stato Italiani

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