Salvabanche, i rimborsi sono pronti ma manca il decreto

Il governo prende tempo per indennizzare gli obbligazionisti truffati delle quattro banche italiane salvate. Intanto montano le proteste

di , pubblicato il
Il governo prende tempo per indennizzare gli obbligazionisti truffati delle quattro banche italiane salvate. Intanto montano le proteste

Tempi più lunghi per i risarcimenti agli obbligazionisti “truffati” di Banca Marche, Popolare Etruria, Carife e Carichieti. Come noto, la Legge di Stabilità ha istituito un fondo di 100 milioni di euro da destinarsi appunto ai casi più disperati, cioè a chi è stato “truffato” acquistando bond subordinati bancari senza conoscerne i rischi. Il problema è come selezionare i casi più gravi, cioè chi ha investito meno di 100 mila euro e l’investimento costituiva più del 50% del suo patrimonio.

Il vice ministro Enrico Morando aveva detto che bisognava fare in fretta, ma pare che i decreti attuativi per rendere operativi i rimborsi parziali ai risparmiatori procedano a rilento. Del resto c’è tempo 90 giorni per poterli varare e non è escluso – commentano le associazioni dei consumatori – che  il governo si prenda tutto il tempo necessario per farlo. Anche perché non è chiaro come e quanto verranno indennizzati i risparmiatori utilizzando i soldi del Fondo di Solidarietà che non potrà accontentare tutti. Anzi, sembra che riesca a soddisfare parzialmente 2.000-2.500 persone. E gli altri? Chi non otterrà nulla, avrà tutto il diritto di protestare in base al principio di eguaglianza di trattamento fissato dalla Costituzione. Non a caso i risparmiatori di Banca Marche hanno protestato i giorni scorsi davanti a una filiale della Nuova Banca Marche a Jesi per lamentarsi contro la scelta del governo di affidare i rimborso a una commissione arbitrale.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,