Salva Banche, slitta ancora la normativa sugli indennizzi

Obbligazionisti subordinati ancora in attesa di ricevere ristoro dal Governo. Solo 1 su 10 riceverà una parte dei soldi persi

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Obbligazionisti subordinati ancora in attesa di ricevere ristoro dal Governo. Solo 1 su 10 riceverà una parte dei soldi persi

Il Governo prova ad accelerare sui rimborsi in favore degli obbligazionisti coinvolti nel salvataggio di Banca Marche, Carichieti, Bancaetruria e Carife, ma la partita che si sarebbe dovuta chiudere a gennaio potrebbe prolungarsi ancora di un paio di settimane. Lo scrive Il Messaggero spiegando che il piano d’azione dovrebbe articolarsi in due tappe. La prima, da consumarsi nel giro di pochi giorni (forse gia’ nel Consiglio dei ministri di venerdi’ prossimo insieme al pacchetto banche preparato da palazzo Chigi), prevede l’approvazione del Dpcm che affidera’ all’Anac la gestione egli arbitrati con la relativa scelta dei saggi che dovranno occuparsi dei ricorsi avanzati dai risparmiatori.

La seconda tappa che dovrebbe concludersi intorno al 20 febbraio, prevede l’emanazione del decreto che fissera’ regole, principi e parametri per la concessione dei “ristori umanitari”. Proprio quest’ultimo provvedimento, al quale lavorano da diverse settimane i tecnici sull’asse Tesoro-Giustizia resta il piu’ complicato da mettere a punto. “Ormai ci siamo”, spiegano con fiducia dal Ministero dell’Economia.  

[tweet_box design=”box_07″ float=”none”]Salva banche: risarcimenti ancora fermi, slitta la normativa[/tweet_box]

  Ma fonti vicine al dossier citate dal giornale continuano a sottolineare che la composizione del puzzle e’ resa difficile dalla preoccupazione di incappare nella possibile censura futura della Consulta. In pratica, conclude il quotidiano, il Governo sta cercando una strada per evitare che i risparmiatori che si vedranno negato il risarcimento possano rivolgersi alla magistratura ordinaria appellandosi alla disparita’ di trattamento rispetto a chi invece otterra’ qualcosa. Anche perché la coperta è corta e la Legge di Stabilità ha stanziato solo 100 milioni di euro a questo scopo, cifra appena sufficiente per indennizzare un piccola parte di risparmiatori “truffati”, circa un migliaio su oltre 10.000 – secondo i calcoli del Codacons.

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