Salva-banche: indennizzi obbligazioni subordinate in arrivo, ma non per tutti

Il decreto salva-banche vedrà la luce entro fine mese. Gli obbligazionisti subordinati saranno ristorati in modo differente

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il decreto salva-banche vedrà la luce entro fine mese. Gli obbligazionisti subordinati saranno ristorati in modo differente

Entro fine mese sarà varato il decreto salva-banche per disporre gli indennizzi ai risparmiatori “truffati”. Il governo sta definendo gli ultimi dettagli per distribuire i soldi stanziati con la legge di stabilità ai risparmiatori che avevano acquistato bond subordinati di Banca delle Marche, Popolare Etruria, Carife e Carichieti e che si sono visti azzerati i loro titoli dalla sera alla mattina a seguito del salvataggio (per decreto) della quattro banche dissestate e da tempo commissariate. Il decreto salva-banche, che arriverà entro la fine del mese – ha assicurato il premier Renzi – conterrà però dei paletti. Chi ha sottoscritto o acquistato le obbligazioni subordinate finite in default prime di agosto 2013 riceverà direttamente gli indennizzi, mentre chi le ha acquistate dopo, dovrà rivolgersi all’arbitrato. Questo non cambia la sostanza, ma solo il metodo per ottenere i risarcimenti – assicurano dal Ministero delle Finanze – poiché prima del agosto 2013 le regole europee non prevedevano la condivisione del rischio da parte degli investitori, mentre dopo sono state recepite dall’Italia. Per quanto riguarda, invece, la misura degli indennizzi, si terrà conto per tutti del reddito del risparmiatore e della percentuale di obbligazioni subordinate sull’intero portafoglio degli investimenti, in modo tale da ristorare maggiormente chi ha subito un danno maggiore rispetto a chi ha patito di meno.  

In aumento le sofferenze delle banche salvate

  Con il provvedimento, oltre al meccanismo per indennizzare gli obbligazionisti, arriveranno anche le misure per accelerare il recupero crediti e, per questa via, dare sprint al mercato delle sofferenze. La valutazione delle sofferenze delle quattro banche messe in risoluzione a novembre è stata portata dal 17,6% al 22,3% del valore nominale, in seguito all’analisi di esperti indipendenti. Il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco ha comunicato il dato martedì in audizione al Senato, senza precisare le metodologie utilizzate. Le valutazioni indipendenti hanno utilizzato criteri diversi da quelli della Commissione Ue, che aveva fissato il 17,6% originario: questo prezzo era basato su precedenti esperienze di risoluzione in altri Paesi (in particolare in Slovenia) ed è stato condizionato anche dall’urgenza di definire un prezzo (come ha detto nelle scorse settimane il commissario Ue alla Concorrenza Margrethe Vestager).

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Argomenti: Banca delle Marche, Obbligazioni subordinate

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