Salini lancia bond 6,125% scadenza 2018

Arriva sul mercato un’obbligazione senior da 400 milioni per il costruttore romano che a settembre si integrerà con Impregilo. I proventi serviranno in parte a ripagare l’Opa lanciata a febbraio

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Arriva sul mercato un’obbligazione senior  da 400 milioni per il costruttore romano che a settembre si integrerà con Impregilo. I proventi serviranno in parte a ripagare l’Opa lanciata a febbraio

Pieno successo per l’operazione di collocamento del prestito obbligazionario Salini s.p.a. La società del noto costruttore romano Piero Salini ha infatti prezzato ieri sul mercato dei capitali il tanto atteso bond, di cui Investireoggi aveva dato ampia anticipazione gironi fa, grazie al sostegno di numerosi investitori internazionali che hanno dato la loro disponibilità in fase di presentazione (roadshow). La vendita del titolo obbligazionario, guidata da Banca IMI, Natixis & Unicredit, si è conclusa con pieno successo per un ammontare leggermente inferiore alle nostre previsioni (500 milioni) e superiore a quelle di Standard & Poor’s (350 milioni) e presto sarà quotata presso la borsa di Dublino. I proventi serviranno a ottimizzare la struttura finanziaria post fusione con Impregilo, anche attraverso l’estinzione anticipata di un “corrispondente valore del finanziamento dell’Opa” con cui il gruppo romano ha preso il controllo di Impregilo sborsando qualcosa come 1,13 miliardi di euro dopo una battaglia senza esclusione di colpi contro l’altro socio rilevante Marcello Gavio.

 

Obbligazioni Salini s.p.a. tasso fisso 6,125% 2018, dettagli e caratteristiche

 

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L’obbligazione, di tipo senior unsecured, è stata collocata presso investitori istituzionali e qualificati per un importo di 400 milioni di euro a fronte di richieste che hanno raggiunto in fase di apertura del book 1,5 miliardi. In attesa che il titolo ottenga le autorizzazioni finali per essere listato alla borsa irlandese a partire dal 1 agosto (Isin XS0956262892), è negoziabile per importi di 100.000 euro nominali con multipli aggiuntivi di 1.000 sul mercato non regolamentato over the counter (Otc) intorno alla pari. Il rendimento offerto in fase di pricing (99,477) si avvicina al 6,30% a fronte di una cedola lorda annua del 6,125% che verrà corrisposta ai possessori del titolo il 1 agosto di ogni anno (il primo coupon è più lungo di 7 giorni).

Fitch e S&P hanno assegnato a Salini un rating di lungo termine pari a BB, con outlook stabile, e hanno dato un giudizio pari a BB e BB- rispettivamente al bond che il costruttore romano ha appena emesso. Si tratta quindi di un’obbligazione di tipo “speculative grade” appartenente al segmento high yield. In particolare, S&P ritiene che l’azienda che a settembre si fonderà con Impregilo, considerato il portafoglio ordini da 19,9 milioni, possa registrare una crescita annua dei ricavi di almeno il 6% nel 2013 e oltre nel 2014. “Secondo gli analisti, inoltre, il margine Ebitda di Salini sarà pari a circa l’8% nel 2013 e al 9% nel 2014, oltre il 6% pro-forma ottenuto nel 2012.

 

Fusione Impregilo Salini, un piano ambizioso da realizzare entro il 2016

 

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L’offerta è quindi stata ben accolta dopo che il costruttore romano Pietro Salini è riuscito a portare in porto l’ambizioso attacco al concorrente Gavio, ha creato valore sulle azioni (+46% in un anno) e ha presentato un progetto di integrazione  che ha suscitato l’approvazione del mercato. Tale progetto punta ad aumentare il fatturato di oltre il 60% nell’arco di quattro anni e prevede sinergie da integrazione per quasi 100 milioni a  regime dal 2016 mentre e costi straordinari per circa 20-30 milioni tra 2013 e 2014. Benché il settore delle costruzioni sia uno dei più colpiti dalla crisi economica, gli investitori – secondo gli analisti di Credit Suisse – stimano molto il gruppo Salini che è riuscito a comprare Impregilo con i proventi delle attività del gruppo (Ecorodovias e i Cdr della Campania) e ora con la fusione scaricherà il debito della scalata sulle due aziende con l’obiettivo di azzerarlo già alla fine del 2014. L’imprenditore romano ha poi conquistato anche la fiducia del mercato, perché dal momento in cui ha iniziato a rastrellare azioni ad ora, ha sempre tenuto fede alle promesse fatte creando valore per gli investitori. Il rapporto di concambio della fusione inversa per incorporazione di Salini in Impregilo, è  di 6,45 azioni Impregilo ogni azione Salini.

Post operazione l’azionariato vedrà Salini Costruttori con una quota dell’89,95% del capitale, il restante 10,05% di altri azionisti. [fumettoforumright] Ma il costruttore romano si è detto disponibile a scendere sotto la maggioranza del capitale a fronte di  un progetto di sviluppo in chiave europea. In futuro la famiglia Salini potrebbe scendere anche sotto il 50% della nuova società che nascerà dalla fusione tra Impregilo e Salini, nel caso di importanti acquisizioni o dell’ingresso di nuovi soci.

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