Salini: avanza trattativa su Astaldi, 3 ipotesi di salvataggio

Salini Impregilo avanza tre ipotesi di salvataggio per Astaldi. Comitato obbligazionisti si dà appuntamento a Roma per valutare la situazione

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Salini Impregilo avanza tre ipotesi di salvataggio per Astaldi. Comitato obbligazionisti si dà appuntamento a Roma per valutare la situazione

Astaldi alza a 200 mln la finanza d’urgenza necessaria per la sopravvivenza e punta a restare con una quota di minoranza nel piano di salvataggio di Salini Impregilo. Ieri a Milano si sarebbe svolto un vertice tra i legali delle parti mentre oggi a Roma, i consulenti del general contractor in concordato con riserva, illustreranno ai commissari Stefano Ambrosini, Vincenzo Ioffredi e Francesco Rocchi il piano finanziario di emergenza.

Lo scrive il “Messaggero” precisando che la finanza-ponte necessaria per la gestione ordinaria verrebbe concessa, gradualmente in varie tranche, da Fortress e dall’hedge fund Usa Sound Point Capital guidato da Antonello Di Meo, impegnato in questi giorni sul concordato. I due alternative lenders sono pronti all’iniezione di liquidità a un tasso che sarebbe tra il 10-15%. Le banche esposte per circa 1 mld (in testa Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bnp Paribas, Crédit Agricole, Montepaschi) seguono con attenzione alla finestra gli sviluppi del negoziato con Salini per esprimersi sulle modalità di rimborso.

Tre ipotesi di salvataggio in continuità per Astaldi

Nella riunione di ieri da parte degli advisor di Astaldi sarebbero state avanzate tre ipotesi di accordo, delle quali due in continuità mediante l’ingresso di Salini direttamente nella Astaldi Spa e una, in continuità indiretta, attraverso una newco nella quale ritagliare il ramo d’azienda costruzioni, secondo l’originaria manifestazione di metà novembre. In un documento del gruppo in procedura si ipotizza un fabbisogno di capitale dell’ordine di 600 mln, importo nettamente respinto dalla controparte. Potrebbe esserci un’ipotesi di mediazione sui 300 mln, pari all’aumento di capitale non realizzato a settembre nel quale sarebbe dovuto entrare il gruppo giapponese Ihi Corporation. Da parte di Astaldi ci sarebbe l’intenzione di restare partner di minoranza sebbene con un coinvolgimento nella nuova governance.

Salini Impregilo, comunque, rivendica la gestione del nuovo gruppo. I consulenti non si sarebbero espressi sulla proposta articolata in tre ipotesi operative, mentre ci sarebbe l’intesa che, prima della richiesta di proroga del concordato di altri 60 giorni entro il 16 dicembre, Salini presenti una nuova proposta, non ancora vincolante, ma più avanzata da allegare nelle carte ai giudici di Roma. Da definire le modalità di rimborso del debito bancario, comunque a stralcio. L’offerta binding, invece, arriverà probabilmente in gennaio.

Il Comitato degli Obbligazionisti Astaldi

Nel frattempo gli obbligazionisti si sono dati appuntamento a Roma il 15 dicembre per ratificare la nascita del Comitato di rappresentanza che raduna al momento l’11% del debito obbligazionario esistente fra bond senior Astaldi 7,125% 2020 e bond senior Astaldi CV 4,875% 2024. Il comitato ha già conferito mandato legale allo Studio Legance per agire nelle sedi opportune in difesa degli interessi dei portatori delle obbligazioni Astaldi che saranno oggetto di ristrutturazione. I risparmiatori rimasti incastrati – dice il rappresentante Nicolas Johnson – potranno seguire gli sviluppi e aderire al Comitato attraverso il sito web https://www.bondholdersastaldi.it.Benchè è ancora presto per formulare ipotesi di recupero dei soldi investiti nelle obbligazioni Astaldi – precisa Johnson – è importante  fare fronte comune di fronte a un’azienda che si è comportata male a livello di comunicazione con gli investitori. Faremo di tutto per perdere meno soldi possibili da questa triste vicenda che ha coinvolto tanti singoli risparmiatori attratti dai rendimenti interessanti offerti da Astaldi. Non ci fermeremo, quindi, alle sole azioni che riguarderanno l’approvazione del piano di ristrutturazione finanziaria che l’azienda sta elaborando e che sottoporrà ai creditori, ma – se necessario – agiremo anche in altre sedi per vagliare eventuali responsabilità civili e penali da parte degli amministratori“.

Un primo importante step è stata la presentazione nei giorni scorsi del ricorso al Tribunale di Roma per la nomina del rappresentante comune dell’assemblea degli obbligazionisti. Lo studio Legance starebbero anche verificando se avviare un’azione legale proprio per il fatto che per circa un anno sarebbe mancato un rappresentante comune dell’assemblea degli obbligazionisti. Per legge, infatti, ogni obbligazione è tenuta ad avere un rappresentante e un trustee (che di norma coincidono), incarico che all’emissione delle obbligazioni era stato affidato a Hsbc, ma che a tre anni dall’emissione (quindi nel dicembre 2017) è scaduto senza che fosse rinnovato ad altri soggetti.

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Argomenti: Obbligazioni Astaldi