Sale propensione al rischio, bene aste Olanda e Germania

Spread Btp/Bund invariato, ma gli investitori continuano a preferire i titoli di stato tedeschi

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Spread Btp/Bund invariato, ma gli investitori continuano a preferire i titoli di stato tedeschi

La speranza degli investitori sul raggiungimento di un accordo sul fronte commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina ha alimentato la propensione al rischio sui mercati, riducendo la domanda di asset rifugio e spingendo quindi al rialzo i rendimenti del Bund, con lo Stoxx Europe 600 in netto rialzo dell’1,07%. Il costo di finanziamento del decennale tedesco, nello specifico, sale di 2 punti base allo 0,23%, mentre lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a quota 268,859 punti base rispetto ai 268,308 della chiusura di ieri.

La seduta odierna è stata ricca di aste. Non solo il Belgio ha emesso titoli decennali via sindacato, ma anche l’Olanda ha collocato 1,55 miliardi di euro di Dsl in scadenza a luglio 2023 con rendimento al -0,285%. Il range di emissione era compreso tra 1,25 e 1,75 mld euro. Infine la Germania ha collocato 398 milioni di euro di Bundei al 2030 con un rendimento al -0,83% e con rapporto di copertura solido a 1,9.

Sul fronte macro però i numeri continuano a lanciare segnali preoccupanti. La produzione industriale in Germania è scesa dell’1,9% a livello mensile a novembre. Su base annuale, il dato è calato del 4,7%. Il dato congiunturale ha deluso nettamente il consenso degli economisti, che si aspettavano un aumento su base mensile dello 0,3%. Inoltre la lettura di ottobre è stata rivista la ribasso dal -0,5% m/m al -0,8% m/m e dal +1,6% a/a al +0,5% a/a. Infine l’output del comparto manifatturiero è sceso dell’1,8% rispetto al mese precedente, mentre quello del settore costruzioni è calato dell’1,7% m/m.

Male anche l’indice di fiducia economica nei Paesi dell’Eurozona che si è attestato a dicembre a 107,3 punti rispetto ai 109,5 di novembre, sui minimi da gennaio del 2017. Il dato ha deluso il consenso degli economisti contattati dal Wall Street Journal, fissato a quota 108,5 punti. L’indice di fiducia delle imprese è sceso a 1,1 punti dai 3,4 del mese precedente, mentre le aspettative del consenso erano per 2,6 punti. L’indicatore del settore servizi si è invece attestato a 12,0 punti, in discesa rispetto ai 13,4 del mese precedente. Infine, il dato definitivo dell’indice di fiducia dei consumatori è risultato pari a -6,2 punti, come da preliminare e attese, in peggioramento rispetto a quota -3,9 di novembre

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