I bond della paura continuano a salire, il mercato torna a ripararsi contro il Covid

I "safe asset" attirano nuovamente capitali dagli investitori intimoriti dal rischio pandemico, tornato elevato a causa della variante Delta

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I bond della paura continuano a salire

Durante questa pandemia, abbiamo imparato a monitorare l’andamento del mercato obbligazionario attraverso una selezione di bond noti per essere il riparo preferito dagli investitori impauriti. I “safe asset” vanno bene per definizione proprio nei momenti di tensione sui mercati, mentre si “sgonfiano” quando il clima diventa più rilassato. In un certo senso, essi possono essere intesi come una sorta di indice della paura.

Quali sono? Nell’Eurozona, ne abbiamo individuati essenzialmente tre per via sia dell’emittente che della loro lunga durata. Quest’ultima ne accentua i movimenti al rialzo o al ribasso quando l’umore tra gli investitori cambia. I safe asset di cui parliamo sono il Bund a 30 anni della Germania senza cedola e i due bond austriaci a 100 anni.

Il ritorno dei safe asset

L’apice delle quotazioni per tutti e tre fu toccato a dicembre. Di lì in avanti, grazie all’avvio delle campagne vaccinali, le quotazioni hanno iniziato a ripiegare fino a toccare il punto più basso a metà maggio. Chi segue i mercati, sa che negli ultimi due mesi le obbligazioni hanno riacquistato appeal. E paradossalmente ciò è avvenuto contestualmente alle riaperture disposte dai governi. In teoria, l’umore sarebbe dovuto migliorare, così come la propensione al rischio.

Tuttavia, la paura per il boom dei contagi trainato dalla variante Delta è elevata. Il bond austriaco con scadenza 20 settembre 2117 e cedola 2,10% (ISIN: AT0000A1XML2) si è apprezzato di oltre il 20% nell’ultimo bimestre. Ancora meglio ha fatto il bond con scadenza 30 giugno 2120 e cedola 0,85% (ISIN: AT0000A2HLC4): +24%. Adesso, offrono rispettivamente lo 0,67% e lo 0,77%, vale a dire grosso modo lo stesso rendimento del BTp a 10 anni.

E il Bund 15 agosto 2050 zero coupon (ISIN: DE0001102481) è risalito dell’11,5%, riducendo il suo rendimento dallo 0,46% allo 0,07%. Manca poco che la curva sovrana tedesca torni interamente negativa. L’apprezzamento dei safe asset sta avvenendo in una fase di reflazione delle principali economie, il che è ancora più clamoroso. Anziché pretendere rendimenti nominali più alti per compensare la maggiore perdita del potere di acquisto, il mercato si rifugia nei bond e si accontenta di rendimenti reali anche estremamente negativi. Oltreoceano, il Treasury a 10 anni offre meno dell’1,30%, a fronte di un’inflazione a giugno al 5,4%. La paura è tornata.

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