Russia: Pil in caduta e bond a rischio

Standard & Poor’s ha tagliato il rating di Mosca per via della crisi in Ucraina. Ma le tensioni con Kiev c’entrano poco. Ora le obbligazioni trentennali rendono più del 6%.

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Standard & Poor’s ha tagliato il rating di Mosca per via della crisi in Ucraina. Ma le tensioni con Kiev c’entrano poco. Ora le obbligazioni trentennali rendono più del 6%.

La Russia è oggi meno affidabile di solo un anno fa. Lo ha detto Standard & Poor’s, la nota agenzia di rating americana che ha abbassato il merito creditizio a BBB- sulla qualità del debito statale di Mosca a causa dell’acuirsi delle tensioni in Ucraina. Siamo quindi a un passo dall’area “speculative grade”, nella quale molti fondi e investitori istituzionali non possono stare per regolamento. Gli analisti americani hanno anche confermato l’outlook negativo sulla Russia col rischio di un rapido deterioramento del quadro finanziario se la fuga di capitali dovesse continuare ai ritmi attuali. Nel primo trimestre dell’anno se ne sono già fuoriusciti 63 miliardi di dollari costringendo la Banca Centrale Russa a intervenire sul mercato dei cambi in difesa del rublo. Secondo gli analisti americani, le sanzioni imposte dagli Stati Uniti alla Russia dopo i fatti della Crimea avranno delle ripercussioni e dei contraccolpi su un’economia già in fase di rallentamento e l’esclusione di Mosca dal G8 non potrà che far scivolare ulteriormente la Russia verso una crisi più profonda.

 

L’economia russa è in fase di rallentamento già da 2 anni

 

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Di tutta risposta, il presidente Vladimir Putin ha detto che le sanzioni imposte dagli Stati Uniti non avranno un impatti critico sul Paese ed è evidente che il giudizio di Standar & Poor’s è distorto e condizionato da fattori politici: si vuole allontanare gli investitori dalla Russia, senza tenere in debita considerazione che senza la Russia anche l’Europa si ferma. In realtà – osservano gli esperti del fondo Templeton – la Russia è entrata, come gli altri paesi del BRICS, in una fase di rallentamento economico a causa della fine della politica di stimoli monetari impartita dalla Fed su scala mondiale e l’escalation degli eventi in Ucraina è solo un diversivo per aggravare un contesto economico già critico, far indebolire il rublo e per poi tornare a investire a prezzi da saldo. Il solito giochino che viene fatto dai grandi speculatori internazionali ai danni delle economie emergenti. Delle quali la Russia, però, si distingue per importanza strategica e militare nello scenario mondiale. E la cosa dà indubbiamente fastidio a chi deve controllare i flussi di denaro.

 

I bond governativi a lunga scadenza rendono oltre il 6%

 

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Sta di fatto, comunque, che la Banca Centrale di Mosca ha dovuto rialzare i tassi d’interesse dal 7 al 7,5% in prospettiva di un’impennata dell’inflazione a maggio e per frenare l’emorragia del rublo. Per effetto si è fermata anche la caduta delle obbligazioni governative, i cui rendimenti erano forse anche troppo tirati. Il bond ventennale Russia 11% 2018 da 3,5 miliardi di dollari (Isin XS0089375249) rende oggi il 3,70% e prezza circa 128 (era a 145 solo un anno fa). Dalla lettura del grafico si può intuire come la discesa dei prezzi sia causata più che altro dal rallentamento della crescita del Pil russo, iniziata molto prima della crisi in Ucraina. Mentre i fatti di Crimea e le tensioni fra Stati Uniti-Ue e Russia hanno determinato una caduta di “soli” 7 punti rispetto alla discesa del titolo iniziata un anno fa. Stessa cosa si può notare sul bond trentennale Russia 12,75% 2028 da 2,5 miliardi di dollari (Isin US78307AAE38), passato da una quotazione di quasi 200 a quella attuale di 163 per un rendimento lordo a scadenza del 6,12%.

 

Economia: la Russia rischia di entrare in recessione nel 2014

 

[fumettoforumright]Il Pil della Russia è cresciuto dell’1,4% nel 2013, il livello più basso dal crollo del 2009 e inferiore alle prime stime di Mosca che puntavano ad un +3,6%. Il ritmo di crescita non è stato in alcun modo soddisfacente: pesa la recessione di molti partner e gli scarsi investimenti interni. Così, la crescita economica della Russia potrebbe essere nulla nel 2014 nonostante le stime del governo indichino un’espansione del Pil allo 0,5% quest’anno. Lo ha affermato il ministro delle finanze russo, Anton Siluanov, dopo che l’8 aprile il dicastero dell’economia ha tagliato le previsioni sulla crescita economica del 2014 al +0,5% dal +2,5% stimato solo 4 mesi prima. Il peggioramento dell’outlook è dovuto al calo della domanda per le esportazioni, al rallentamento dei consumi, alla fuga di capitali e alla contrazione degli investimenti. Secondo il ministero dell’economia se il governo allentasse la propria politica fiscale restrittiva il pil potrebbe salire dell’1,1% quest’anno. Tuttavia, il dicastero delle finanze è contrario a una politica espansiva. Per Siluanov i flussi di capitale in uscita rallenteranno nel secondo trimestre grazie alla “stabilizzazione del tasso di cambio”. Il ministro ha infine ricordato che dietro alla fuga di capitali dal Paese c’è “la situazione di incertezza politica”.

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Argomenti: Mercati Emergenti, Obbligazioni High Yield, Bond in dollari USA, Ratings, Bond Russia, Titoli di Stato Italiani

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