Russia: il Pil cala nel primo trimestre, ma i bond salgono

Il rendimento delle obbligazioni russe sta scendendo grazie anche al timido rialzo delle quotazioni del petrolio

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il rendimento delle obbligazioni russe sta scendendo grazie anche al timido rialzo delle quotazioni del petrolio

Tornano a salire i prezzi delle obbligazioni governative russe. Nonostante la contrazione del Pil nel primo trimestre e le previsioni negative per l’intero 2016, gli investitori stanno acquistando bond russi sul mercato. L’obbligazione high yield in dollari (Usd) Russia 12,75% 2028 (codice ISIN XS0088543193), quotata anche sul mercato EuroTLX, ad esempio, è salita da inizio anno del 13% e offre oggi un rendimento a scadenza del 4,50%. Sulla parte corta della curva, invece, il bond Russia 11%, sempre in dollari (codice ISIN XS0089375249) in scadenza fra circa due anni, invece, rende il 2,60%. In progresso anche le obbligazioni statali in rubli con il bond Russia 8,15% 2027 (codice ISIN RU000A0JS3W6) che sta tornando verso il prezzo di collocamento (99,99) e che rende oggi 8,71%. Che succede?

Russia: il Pil si è contratto del 1,2% nel primo trimestre 2016

  In un recente report gli analisti della Deutsche Bank hanno osservato che l’economia russa ha già toccato il fondo e che i prezzi dei bond stanno cominciando a incorporare un miglioramento del quadro economico nei prossimi anni. Come anche evidenziato dai dati preliminari del Pil russo del primo trimestre. Il Pil della Russia si e’ infatti contratto dell’1,2% a/a nel primo trimestre del 2016 e il dato, secondo la lettura preliminare, è migliore delle attese. Gli analisti si aspettavano infatti che il Pil del Paese subisse una contrazione piu’ consistente, pari a circa il 2% su base annuale nei primi tre mesi dell’anno. Nell’ultimo trimestre del 2015 il Pil e’ sceso del 3,8%. Alcuni funzionari governativi hanno riferito che sperano che l’economia russa torni a crescere quest’anno, dopo che lo scorso anno si e’ contratta del 3,7%, grazie al timido recupero dei prezzi del petrolio. La Banca centrale e’ tuttavia meno ottimista e si aspetta una contrazione dell’1,5% nel 2016.  

Il rialzo dei prezzi del greggio favorisce l’incremento delle riserve valutarie

 

La Banca centrale di Russia non riprendera’ le operazioni nel mercato valutario prima che il Ministero delle Finanze non abbia completato il piano di bilancio. Lo ha affermato il primo vice governatore della Banca centrale, Dmitry Tulin, di fronte alla Camera bassa del Parlamento, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Interfax. In particolare, l’Istituto potrebbe riprendere gli acquisti di oro e di valuta estera quando il Ministero delle Finanze decidera’ quale livello dei prezzi del petrolio utilizzare per il bilancio, ha spiegato Tulin. Le riserve di valuta estera, nella rilevazione piu’ recente, si sono attestate a 392 miliardi di usd. Il Ministero russo delle Finanze dovrebbe presentare piu’ avanti un nuovo piano di bilancio triennale. Di recente la Banca centrale russa ha acquistato dollari Usa per rifornire le proprie riserve, ma successivamente ha dovuto sospendere gli acquisti a causa del calo dei prezzi del petrolio, che ha esercitato pressioni al ribasso sul rublo. Tulin ha inoltre riferito che un taglio del tasso di interesse di riferimento, nelle condizioni attuali, non avrebbe come risultato una crescita economica. “L’elemento chiave non risiede nell’affrettarsi con un taglio dei tassi”, ha chiarito. Il prossimo meeting del board dell’Istituto e’ previsto per meta’ giugno.

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Argomenti: Obbligazioni High Yield, Bond in dollari USA, Bond in rubli, Bond Russia

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