Riunione Fed senza novità, rialzo a settembre ormai scontato

I tassi di interesse USA restano su un sentiero di ulteriori graduali rialzi. Dalla Fed nessun segnale di cambiamento della guidance

di Mirco Galbusera, pubblicato il
I tassi di interesse USA restano su un sentiero di ulteriori graduali rialzi. Dalla Fed nessun segnale di cambiamento della guidance

“La riunione del FOMC si è conclusa senza novità”, commentano gli economisti di Intesa Sanpaolo, indicando come il comunicato della Fed sia “solo marginalmente diverso rispetto a quello di giugno”. Il Comitato, spiegano gli esperti “come atteso, migliora la valutazione dell’economia, definendo il ritmo di espansione ‘forte’, con il tasso di disoccupazione ‘rimasto basso’ e la spesa per consumi e investimenti in forte crescita”.

Anche sull’inflazione, non ci sono modifiche né segnali di preoccupazione. “Il Comitato non modifica i messaggi di giugno”, proseguono da Intesa, “la politica monetaria è ancora accomodante e i tassi restano su un sentiero di ulteriori graduali rialzi”. Il rialzo atteso per settembre “è ormai scontato con probabilità molto elevata e i dati danno supporto all’aspettativa di un’altra mossa a dicembre, quando i Fed Funds cominceranno a portarsi vicino al livello neutrale, determinando maggiori difficoltà decisionali all’interno del Comitato”, concludono gli economisti.

Ubi Pramerica vede altri due rialzi Fed ma Fomc sarà prudente

Ellen Gaske – PhD, CFA, Lead Economist G10, Pgim Fixed Income (gestore delegato di Ubi Pramerica SGR) si aspetta “altri due rialzi” dei tassi di interesse da parte della Fed da qui a fine anno anche perchè “a sostenere l’economia sono ancora i benefici della riforma fiscale”. L’esperto avverte però che “come abbiamo visto nell’ultimo meeting il board rimane diviso: c’è chi sostiene dovrebbero essere tre rialzi in totale e poi ci sono le incertezze relative al commercio. Quindi, prevediamo altri due aumenti ma riteniamo che la Fed sarà molto prudente e farà un passo indietro se necessario”.

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Argomenti: Macroeconomia