Risultati asta BTp, test di Ferragosto superato e spread in calo

Il Tesoro ha emesso oggi bond a medio-lungo termine per 6,75 miliardi di euro, il massimo della forchetta fissata alla vigilia.

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Il Tesoro ha emesso oggi bond a medio-lungo termine per 6,75 miliardi di euro, il massimo della forchetta fissata alla vigilia.

E’ stata una giornata sensibile oggi per il Tesoro italiano, che ha emesso titoli di stato per il controvalore di 6,75 miliardi di euro. Nel dettaglio, ha collocato sul mercato BTp a 3 anni per 2,75 miliardi, BTp a 7 anni per altri 2,75 miliardi e, infine, BTp a 30 anni per 1,25 miliardi. I bond triennali hanno scadenza 15 agosto 2023 e cedola 0,30% (ISIN: IT0005413684), esitando un rendimento lordo dello 0,08%, in calo dallo 0,30% precedente. Dopo l’assegnazione, il titolo sul mercato secondario scambiava a 100,64, poco sopra la pari, pari a un rendimento inferiore allo 0,09%. Bene la domanda con un rapporto di copertura di 1,63.

Asta BTp, ecco i tre bond offerti in settimana dal Tesoro

Assegnati 2,75 miliardi di BTp 15 settembre 2027 e cedola 0,95% (ISIN: IT0005416570) al rendimento lordo dello 0,72%, sostanzialmente in linea anch’esso con quello vigente sul secondario, dove il bond si acquistava nelle stesse ore a 101,50. Alla precedente asta di luglio, il rendimento era stato dello 0,95%. La domanda ha superato l’importo offerto di 1,43 volte. Infine, i trentennali. Il BTp 1 settembre 2050 e cedola 2,45% (ISIN: IT0005398406) sono stati piazzati al rendimento dell’1,91%, in questo caso a circa 10 punti base sopra quello vigente sul secondario, dove la quotazione si aggira in area 112,50.

Il collocamento di oggi era un test, dato che nella settimana di Ferragosto il Tesoro non emetteva debito sin dal 2010, non a caso altro anno critico per le casse statali. L’asta di metà mese non è stata cancellata per via dell’elevato fabbisogno finanziario pubblico in questa fase di lotta al Covid-19 e alle sue conseguenze economiche, con entrate fiscali in forte calo e alte esigenze di spesa.

Test di Ferragosto superato

Dati i risultati, possiamo affermare che la prova sia stata superata.

Non era scontato che accadesse così bene, ma evidentemente i mercati si sentono rassicurati dalla “copertura” di Francoforte e Bruxelles. La BCE ha intensificato dal marzo scorso gli acquisti di titoli di stato, mentre la Commissione europea ha varato il “Recovery Fund” da 750 miliardi, approvato anche da un accordo intergovernativo e che gli investitori hanno accolto come un esordio di mutualizzazione dei debiti sovrani in Europa. E così, dopo la pubblicazione dei risultati, lo spread BTp-Bund scendeva a un minimo di 146 punti base sul tratto a 10 anni, ai livelli di fine febbraio.

Del resto, se i rischi effettivi in Italia sono più bassi, come non approfittare di rendimenti offerti ancora così alti nel raffronto con quasi ogni altro stato dell’Eurozona? L’intera curva sovrana tedesca resta negativa, per cui nemmeno acquistando oggi il Bund a 30 anni si ottiene un rendimento anche solo nullo, accusando perdite. Il quasi 2% offerto dal BTp su questa scadenza, quindi, sembra oro. In altre parole, l’Italia resta redditizia dai 2 anni insù, quando altrove bisogna almeno spostarsi sul tratto lungo o ultra-lungo delle scadenze per non investire in perdita.

Perché i BTp possono continuare a salire di prezzo e a scendere di rendimento

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