Rendimento stabile per il BTP, vendite sul Treasury

Sulla "tregua" ai Btp, dopo le vendite di ieri che avevano comportato una crescita a due cifre del rendimento, potrebbe influire la formazione di un governo "neutrale"

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Sulla

Stabile stamane l’andamento del rendimento del BTP decennale italiano, che si conserva all’1,85% e comprime quindi a 127 punti base lo spread sul Bund tedesco, il cui yield cresce di 3 punti base allo 0,58 per cento. In crescita di 2 punti base anche il rendimento dell’Oat francese (0,82%) e di un punto base quello del Bono spagnolo (1,32%).

Sulla “tregua” ai titoli di Stato italiani, dopo le vendite di ieri che avevano comportato una crescita a due cifre del rendimento, potrebbe influire la prospettiva di formazione di un governo “neutrale” voluto dal Quirinale che potrebbe essere guidato da Elisabetta Belloni. Segnali di disgelo sull’ipotesi di un esecutivo di transizione sono giunti dalla Lega con la richiesta a Forza Italia di una collaborazione in tal senso. La chiusura di Silvio Berlusconi su queste ipotesi di un sostanziale appoggio esterno al governo che permetterebbe di sbloccare la situazione e di chiamare M5S alla guida del Paese in un’alleanza con Salvini è stata netta, ma non appare solida. I parlamentari non hanno voglia di tornare al responso degli elettori nel breve e la prospettiva di un elezioni in estate scoraggia la classe politica forse consapevole del rischio che da un’elezione poco rappresentativa (molti italiani saranno in vacanza in quel periodo) si passi a una riproposizione degli attuali schieramenti data l’attuale legge elettorale. Il Quirinale inoltre sembra lavorare con decisione a un nuovo esecutivo non politico che presenti ministri non candidati alle prossime elezioni e garantisca dunque un’equidistanza delle istituzioni in vista del ritorno alle urne. La necessità di confrontarsi su temi di peso in Europa quest’estate e di sbloccare le clausole di salvaguardia per l’anno prossimo, scongiurando un aumento dell’IVA che peserebbe enormemente sulla ripresa dell’economia italiana, spingono inoltre a cercare una mediazione.

Da evidenziare sul fronte internazionale l’abbandono americano dell’accordo sul nucleare iraniano, confermato invece da Germania, Francia e Gran Bretagna. Il petrolio accelera di conseguenza (per il timore degli impatti sulle esportazioni di greggio dell’Iran che è il quinto produttore mondiale) e il Brent torna a 76,87 dollari (+2,62%) mentre il WTI passa di mano a 70,96 dollari (+3,45%).

Il dollaro si muove, contrariamente a quanto usualmente avviene per via della relazione inversa con il petrolio, al rialzo e il Dollar Index recupera un altro 0,17% tornando a 93,27 dollari e confermandosi sopra la media mobile a 200 sedute che sintetizza il trend di lungo termine. In pratica l’indice che confronta il biglietto verde con le maggiori valute è tornato sui livelli di dicembre. Il rendimento del Treasury decennale statunitense segna un balzo al 3,009% con un calo dei prezzi di ben 8 32esimi. Peserebbe anche la scarsa domanda registrata all’ultima asta di titoli del debito pubblico USA a tre anni che ieri ha registrato, in un’offerta da 31 miliardi di dollari, un rendimento in crescita al 2,664%, il livello più alto degli ultimi 11 anni per questa maturity e fronte della domanda più debole (in termini di bid-to-cover pari a 2,76 contro il 2,85 di aprile) dallo scorso novembre.

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Argomenti: Btp