Rendimento BTp a 10 anni ai massimi da giugno sull’inflazione

Il rendimento del BTp a 10 anni è salito sopra 0,90%, tornando ai livelli massimi di fine giugno. Spread in allargamento.

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Rendimento BTp ai massimi da giugno

Il rendimento del BTp a 10 anni è salito nella mattinata di oggi sopra 0,90%, ai livelli massimi da fine giugno. Il rialzo è di un quarto di punto percentuale in appena un paio di settimane. E siamo ben lontani dai livelli minimi toccati due mesi fa, quando il decennale italiano offriva lo 0,53%. Anche lo spread con il Bund di pari durata è salito in area 106-107 punti base, ai massimi in questo caso da un mese a questa parte.

Il balzo di queste ore è legato ai timori del mercato per l’inflazione. Il petrolio è salito a circa 83 dollari al barile (Brent) per le consegne a dicembre, un livello che ci riporta indietro di ben sette anni. I rincari pressoché di tutte le materie prime stanno diffondendo la convinzione che la ripresa economica mondiale possa frenare già da quest’ultimo trimestre dell’anno per il minore potere di acquisto dei consumatori. E a loro volta sono il riflesso di strozzature dell’offerta in svariati comparti produttivi. Basti pensare a quanto stia accadendo tra le case automobilistiche e le società di elettronica di consumo.

Rendimento BTp e tensioni in maggioranza

Probabile, poi, che sul balzo del rendimento del BTp stiano influendo anche le tensioni post-elettorali in Italia. Le amministrative sono andate male per il centro-destra, particolarmente per la Lega, che ieri ha disertato il Consiglio dei ministri sull’esercizio della delega per la riforma del catasto. Nessuno mette in forse la sopravvivenza dell’esecutivo, ma l’incisività del premier Mario Draghi nel portare avanti l’agenda di riforme promesse all’Europa sembra affievolirsi sullo scontro sempre più forte nella sua maggioranza.

Ad ogni modo, il deprezzamento dei titoli di stato italiani riguarda l’intera curva delle scadenze.

Il rendimento del BTp 2072 è salito al 2,27%, anche in questo caso ai massimi da fine giugno e in rialzo di un terzo di punto percentuale in meno di due mesi. La quotazione è nel frattempo implosa di quasi l’8%. Con un’inflazione italiana salita al 2,6% a settembre, anche questi livelli di rendimento appaiono ancora bassi in termini reali, specie per il tratto lungo della curva.

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