Rendimenti superiori al 6,5% fra le obbligazioni perpetue BPCE

Alcuni bond ibridi offrono ancora rendimenti allettanti e a rischio contenuto. Il secondo gruppo bancario francese ha rafforzato la propria struttura finanziaria lo scorso anno e il Core Tier I è salito al 10,5%

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Alcuni bond ibridi offrono ancora rendimenti allettanti e a rischio contenuto. Il secondo gruppo bancario francese ha rafforzato la propria struttura finanziaria lo scorso anno e il Core Tier I è salito al 10,5%

Avvio spumeggiante del nuovo anno anche per il comparto delle obbligazioni perpetue, dove a spiccare sono soprattutto quelle estere. Fra i bond senza scadenza, più gettonati dagli investitori internazionali, e che hanno messo a segno una strabiliante performance negli ultimi sei mesi, balzano sicuramente all’attenzione quelle del gruppo bancario francese BPCE. Degno di nota in questo momento è il bond in euro da 750 milioni emesso nel 2009 (Isin FR0010814558), molto trattato fra i piccoli investitori essendo negoziabile per tagli minimi da 1.000 euro, quindi adatto a tutte le tasche e in particolar modo anche per l’attività di trading.

 

Obbligazioni perpetue BPCE 9,25%: caratteristiche

La struttura dell’emissione obbligazionaria è inoltre molto appetibile e presenta un profilo di rischio abbastanza contenuto nel campo dei titoli subordinati (rating BBB- per S&P e Ba2 per Moody’s) e comunque basso se confrontato con altri emittenti finanziari europei di identico stading. Il bond corrisponde infatti una cedola fissa del 9,25% il 22 aprile di ogni anno fino al 2015 quando entrerà in esercizio l’opzione di richiamo anticipato (call option). In caso di mancato esercizio della “call” il bond continuerà ad erogare la stessa cedola mantenendo invariato il pagamento degli interessi. E, come da regolamento, le obbligazioni subordinate di questo tipo – fa notare Paolo Serventi di ABN Amro Bank – hanno sempre un’opzione di richiamo del titolo a partire da una certa data prefissata, diritto che solitamente (salvo rare eccezioni) viene esercitato dall’emittente in coincidenza con la prima data disponibile per questioni di immagine e credibilità. Pertanto – prosegue Serventi – simulando il rimborso a 100 il 22 Aprile 2015 (molto probabile), cioè fra poco più di due anni, al prezzo attuale (106,50) il titolo offre un rendimento lordo a scadenza del 6,58%.

Non male davvero.

 

Obbligazioni BPCE perpetue 6.75% in dollari ancora a sconto

 

Esistono, poi, altre emissioni perpetue targate BPCE trattate Over the Market (Otc) e interessanti, ma forse, al momento, un’altra che merita particolare attenzione – secondo gli analisti e finita sotto gli occhi dei traders  – è quella da 300 milioni di dollari emessa nel 2006 (Isin FR0010279208). Negoziabile per tagli minimi da 2.000 dollari (circa 1.500 euro), prezza intorno a 93 e offre un tasso d’interesse di tutto rispetto data la sua particolare struttura. L’emittente paga infatti una cedola del 6,75% su base trimestrale (il 27 gennaio, 27 Aprile, 27 Luglio e 27 Ottobre) e ha la facoltà di richiamare anticipatamente l’obbligazione in coincidenza con lo stacco della cedola, anche se al momento sembra improbabile, visto che, da quando è scattato l’esercizio della prima data utile di rimborso (27 gennaio 2012), BPCE ha continuato a pagare gli interessi trimestrali senza comunicare l’intenzione di rimborsare anticipatamente il bond. Così anche il prossimo 27 Gennaio l’obbligazione non sarà richiamata in quanto non comunicato anticipatamente nei termini, ma potrebbe esserlo prossimamente. Ogni trimestre è buono – commenta Marco Gavilan di HSBC – anche perché col passare del tempo le probabilità che il bond possa essere richiamato aumentano, tant’è che il titolo sta galoppando verso la fatidica soglia di rimborso a 100 dopo aver messo a segno una performance del 53% negli ultimi 12 mesi. Il miglioramento dei conti del gruppo bancario e il cambio favorevole rispetto al periodo di emissione del bond, inducono inoltre a considerare questa ipotesi sempre più probabile.

 

Ricavi in crescita del 2,7% e Core Tier I al 10,5% per BPCE

 

Riguardo a BPCE, si tratta del secondo gruppo bancario francese nato nel 2009 dalla fusione di Cnce e Bfpb. La sua attività bancaria si estrinseca attraverso due reti di banche commerciali autonome e complementari: 19 banche popolari e 17 casse di risparmio. BPCE possiede più di 8.200 agenzie sparse per il mondo per oltre 1,2 miliardi di assetes complessivi e serve, attraverso le proprie sussidiarie, più di 36 milioni di clienti, disponendo di una forza lavoro di 117mila dipendenti. Il gruppo è fortemente attivo anche nel settore immobiliare attraverso l’erogazione di mutui ipotecari tramite il Crèdit Foncier de France ed è uno dei maggiori player nel campo dei finanziamenti per credito aziendale e al consumo attraverso la società Natixis.

Stando all’ultimo conto economico disponibile, quello relativo al terzo trimestre del 2012, BPCE ha realizzato ricavi per 5 miliardi di euro, in crescita del 2,7%, con un risultato netto di 1,9 miliardi, in calo del 12% nei primi nove mesi del 2012. Riguardo alla solidità finanziaria, il Core Tier I si è attestato al 10,5%, in rialzo di 40 punti base rispetto al secondo trimestre del 2012 e di 140 punti base rispetto all’inizio dell’anno, mentre le riserve liquide ammontano a 150 miliardi di euro, in aumento di 40 miliardi rispetto a nove mesi prima. Risultati che – come sottolinea François Pérol, presidente di BPCE – testimoniano la solidità del gruppo bancario francese e in particolare delle attività core che saranno in grado di servire i propri clienti negli anni a venire malgrado il contesto economico sia ancora debole e incerto.

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