Rendimenti Bund sempre più negativi? Qualcuno sul mercato si sbaglia e ci rimetterà le penne

I Bund della Germania offrono rendimenti sempre più basso e negativi agli investitori, segnalando o sfiducia o speranza nelle prossime mosse della BCE. Chi sta sbagliando i calcoli ci rimetterà di tasca proprio un bel po' di soldi.

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I Bund della Germania offrono rendimenti sempre più basso e negativi agli investitori, segnalando o sfiducia o speranza nelle prossime mosse della BCE. Chi sta sbagliando i calcoli ci rimetterà di tasca proprio un bel po' di soldi.

Ben tre banche centrali hanno tagliato i tassi ieri, rafforzando la convinzione sui mercati internazionali sulle mosse di politica monetaria ancora più aggressive negli USA, in Europa e in Giappone. Nuova Zelanda, India e Thailandia hanno abbassato il rispettivo costo del denaro, con la prima ad averlo ridotto dell’1% al nuovo minimo storico, quando le attese erano di appena un -25 punti base.

Il Bund a 10 anni è sprofondato anch’esso ulteriormente e al -0,60%. Lo stesso trentennale è arrivato al -0,14%. Gli analisti di HSBC adesso si attendono che il decennale tedesco arrivi al -0,80%, un livello nettamente inferiore alla precedente stima del -0,20%.

Il Bund negativo fino a 30 anni mette in trappola la BCE e ora uscirne è difficile

I rendimenti calanti nell’Eurozona rispecchiano aspettative sempre più accomodanti riguardo ai prossimi interventi della BCE, tra taglio dei tassi, nuova liquidità iniettata alle banche dell’area e probabili acquisti netti di assets con un secondo ciclo di “quantitative easing”. Queste misure servirebbero a sostenere la ripresa dell’inflazione verso il target di poco inferiore al 2% all’anno, ma evidentemente i mercati non la bevono affatto.

Se ci pensiamo, rendimenti negativi dello 0,60% per un bond decennale implicano una perdita cumulata alla scadenza di ben il 6%. Lo stesso Bund a 30 anni infliggerebbe una perdita totale finanche superiore al 4%, che appare elevatissima, considerando che in tre decenni il capitale non solo non verrebbe remunerato, bensì defalcato. E stiamo ragionando a potere di acquisto invariato. Se la BCE riuscisse a centrare il target d’inflazione, stimando una crescita annuale media dei prezzi nell’ordine dell’1,9%, il capitale investito in un decennale della Germania verrebbe “bruciato” per circa il 25%. Un quarto andrebbe in fumo. Peggio ancora accadrebbe alle scadenze più longeve: il Bund a 30 anni distruggerebbe quasi i due terzi dell’investimento.

Sfiducia del mercato verso la BCE?

Ora, se il mercato si convincesse che la BCE stesse per adottare una politica monetaria ancora più espansiva e al contempo più efficace, anziché continuare ad acquistare bond, dovrebbe ripiegare per forme di investimento che lo proteggano dall’inflazione.

Invece, sta avvenendo l’esatto contrario, come dimostrano anche le aspettative d’inflazione nei pressi dei minimo storici nell’area, così come misurate dai contratti swap “forward” 5y5y e dagli spread tra titoli con cedola fissa e quelli con cedola legata all’inflazione dell’Eurozona. Questo, però, implicherebbe una forte sfiducia del mercato verso la capacità della BCE di centrare l’obiettivo. Per contro, si potrebbe supporre il contrario, ovvero che gli investitori da fuori dell’area stiano investendo in titoli in euro, specie tedeschi, confidando che la BCE raggiunga presto il target d’inflazione e acceleri così la normalizzazione monetaria, rafforzando il cambio contro le altre valute.

I tassi negativi in Germania provocheranno un terremoto politico ancora più forte

In breve, due sentimenti contrapposti sarebbero teoricamente alla base dei rendimenti sempre più negativi dei Bund. Da un lato, la sfiducia sull’effettiva capacità della BCE di sostenere la ripresa dell’inflazione, dall’altro la convinzione che essa ce la faccia e così torni a rafforzare l’euro con tassi in futuro più alti, per cui si confiderebbe nell’effetto cambio. La prima sarebbe diffusa tra gli investitori della stessa area, come dimostrerebbero gli ingenti afflussi dei capitali verso la Germania, stando ai saldi del Target 2 della Bundesbank quest’anno. La seconda sarebbe una speranza che riguarderebbe gli investitori stranieri. Poiché non è possibile che la scommessa venga vinta contemporaneamente da entrambi, qualcuno si starà sbagliando e ci rimetterà le penne.

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