Rendimenti Bund in salita e pacchia finita per la Germania?

I Bund della Germania si sono deprezzati e i loro rendimenti sono saliti nelle ultime settimane, seguendo un trend globale, ma risentendo forse anche di qualcos'altro. Vediamo cosa.

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I Bund della Germania si sono deprezzati e i loro rendimenti sono saliti nelle ultime settimane, seguendo un trend globale, ma risentendo forse anche di qualcos'altro. Vediamo cosa.

La Germania ha scampato la recessione tecnica per un soffio, ma la sua economia sembra essersi fermata. Eppure, non è questa la ragione per cui i rendimenti dei Bund siano in risalita nelle ultime settimane. A fine agosto, avevano aggiornato i minimi storici, con il titolo a 2 anni ad offrire il -0,92% e quello a 10 anni il -0,71%.

Già all’inizio di quel mese, poi, l’intera curva delle scadenze tedesche erano scesa sottozero, mentre oggi risulta negativa “solo” fino ai 20 anni. Il trend è stato globale, tant’è che le obbligazioni di stato e corporate con rendimenti negativi sono crollate dai 17.000 miliardi di tre mesi fa ai circa 11.500 di oggi.

Cos’è accaduto di preciso? Il mercato obbligazionario si era certamente spinto fin troppo oltre e gli investitori hanno preferito passare all’incasso dei guadagni dopo mesi di rally dei prezzi. Inoltre, alcune tensioni sono state stemperate, spronando al rischio e disincentivando ulteriori investimenti sul mercato a reddito fisso. In effetti, lo scenario di una “hard” Brexit ha perso quota, la “guerra” dei dazi USA-Cina si è presa una pausa e la nascita del governo “giallorosso” in Italia ha allontanato i timori più cupi sulla possibile uscita dall’euro del nostro Paese.

Quanto ai Bund, nello specifico, sarebbe in corso un riposizionamento del mercato, come in un certo senso era inevitabile che fosse. Perché mai un investitore dovrebbe comprare debito tedesco perdendoci denaro? Oltre a ragioni regolamentari, per cui istituzionali come banche, fondi pensione e assicurazioni sono tenuti a possedere in portafoglio carta di qualità, la speculazione rappresenta l’altra molla che spinge a comprare, vuoi nella speranza che i prezzi salgano ulteriormente (e i rendimenti scendano) per il classico effetto bolla, vuoi per le variazioni attese dei tassi di cambio.

Il Bund negativo minaccia l’euro e i capitali fuggono

I futures non giustificano Bund così cari

I Bund sono emessi in euro e gli investitori fuori dall’Eurozona potrebbero trovare conveniente acquistarli anche a rendimenti molto negativi, se questi saranno più che compensati dall’apprezzamento della moneta unica contro la loro valuta.

Ovviamente, tutto si fonda sulle aspettative, le quali potranno risultare confermate o smentite. Prendiamo americani e giapponesi, due tra i principali investitori globali. Stando ai dati sui futures euro-dollaro di CME Group, da qui a 5 anni il mercato si aspetta un apprezzamento della moneta unica contro il biglietto verde di quasi il 10%, pari all’1,87% medio all’anno.

In altre parole, l’acquisto di carta europea frutterebbe agli americani circa l’1,90% all’anno, ma a questo dato bisogna sottrarre lo 0,60%, che è il rendimento quinquennale negativo della Germania. Dunque, i Bund renderebbero loro effettivamente meno dell’1,30%, percentuale che si confronta con l’1,60% offerto dal Treasury di pari durata. Perché mai rischiare, quando a casa ti offrono di più e dormendo sonni tranquilli? Analogo il ragionamento con i futures euro-yen. Qui, le previsioni si fermano al marzo 2021. Quella ad un anno danno l’euro in rafforzamento di appena un quarto di punto percentuale contro la divisa nipponica. Ma i titoli a 1 anno in Germania rendono il -0,65%, mentre in Giappone il -0,18%, cioè lo 0,47% in più, +22 centesimi rispetto al rafforzamento atteso dell’euro.

In definitiva, la spinta a comprare Bund dall’estero si sarebbe esaurita, a meno che l’euro non venga percepito in accelerazione nei prossimi mesi e anni, scenario verosimile con una politica monetaria della BCE meno accomodante, per il quale caso, però, i rendimenti tedeschi sarebbero destinati a salire ugualmente. Se, invece, l’America allentasse la sua con nuovi tagli dei tassi, ciò avverrebbe per il ripiegamento dell’economia USA, che si porterebbe dietro quella europea, con tanto di ennesimo rinvio della stretta BCE e con l’euro che continuerebbe a restare debole, non giustificando verosimilmente nuovi investimenti in titoli della Germania, già troppo cari.

La Germania si dirige verso la crisi, sarà per questo che i Bund si appiattiscono?

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