Rendimenti ai minimi storici anche in Brasile, a giorni banco di prova per i mercati

Rendimenti sovrani in Brasile ai minimi di sempre e il mercato si attende un taglio imminente dei tassi. Ma tutto o quasi dipenderà da quello che succederà al Congresso nei prossimi giorni.

di , pubblicato il
Rendimenti sovrani in Brasile ai minimi di sempre e il mercato si attende un taglio imminente dei tassi. Ma tutto o quasi dipenderà da quello che succederà al Congresso nei prossimi giorni.

E anche il Brasile sta vivendo il suo rally obbligazionario, con i rendimenti dei bond sovrani ad essere scesi ai minimi storici. Il titolo a 2 anni offre il 5,9%, quello a 10 anni il 7,3%, rispettivamente -145 e -180 punti base rispetto ai livelli di apertura del 2019.

Il mercato sta scommettendo con quasi certezza assoluta su un taglio dei tassi da parte della banca centrale già al board di luglio. Il Selic, attualmente al 6,50%, dovrebbe essere abbassato fino al 5,50% entro la fine dell’anno, al minimo di sempre. L’inflazione continua ad attestarsi all’interno del range-obiettivo dell’istituto e a giugno è scesa al 4,66%, anche se tra il 2017 e la metà dello scorso anno era riuscita a scivolare ben sotto la soglia del 4%.

Intanto, partecipando a un evento a Zurigo, il governatore Roberto Campos Neto ha chiarito che la politica monetaria non seguirà un percorso dipendente da quella fiscale. In altre parole, ha spiegato che l’esito della riforma delle pensioni, approvata dalla Commissione del Congresso in settimana e che sarà sottoposta al voto delle due Camere dalla settimana prossima, non avrà un impatto diretto, bensì attraverso le aspettative d’inflazione.

Le riforme in Brasile avanzano sotto Bolsonaro e il mercato dei bond festeggia in tutta America Latina

La riforma delle pensioni

Nei prossimi giorni, il presidente Jair Bolsonaro proverà a fare passare al Congresso una riforma costituzionale per introdurre un’età pensionabile minima e inasprire i criteri di accesso alle pensioni, con risparmi stimati nell’arco di un decennio per circa 1.000 miliardi di real, 230 miliardi di euro. La Commissione ha bocciato solo due punti, contenendo i risparmi di 83 miliardi di real in 10 anni, ma lasciando sostanzialmente intatto l’impianto del governo. Per i mercati si tratta di un grande banco di prova.

Se l’agognata riforma passerà dopo anni di dibattiti laceranti sul piano politico, i capitali torneranno ad affluire più copiosamente in Brasile, confidando in una politica fiscale più responsabile, altrimenti la delusione avrebbe ripercussioni pesante su bond, azioni, cambio e, in ultima analisi, sull’inflazione, costringendo la banca centrale ad alzare e non abbassare i tassi, nonostante l’economia quest’anno stia crescendo ai ritmi più lenti dall’uscita dalla recessione di inizio 2017.

Il mercato dei bond e il cambio

Poiché la riforma delle pensioni dovrebbe essere approvata con doppia votazione in entrambi i rami del Congresso, probabile che il rally obbligazionario prosegua, alimentato eventualmente anche dal taglio dei tassi. Il cambio quest’anno ha perso il 2,5% contro il dollaro, salendo a 3,81, riducendo parzialmente i guadagni incassati dagli investitori esteri. Per capire se i rendimenti odierni siano convenienti, dati i rischi di ulteriore deprezzamento del real, bisogna verificare quali siano le aspettative proprio sui tassi di cambio. Se prendiamo il bond sovrano brasiliano a 5 anni, con scadenza aprile 2024 ed emesso in dollari (ISIN: US105756AR10), troviamo che esso offre oggi il 2,25%, molto meno dell’omologo in valuta locale al 6,88%.

E considerando il bond in euro a 2 anni, scadenza aprile 2021 (ISIN: XS1047674947), abbiamo solamente il 2%, che si confronta con quasi il 6% del titolo in real. Questo significa che il mercato si attenderebbe un deprezzamento annuo del cambio del 4% contro l’euro da qui ai prossimi 2 anni, mentre contro il dollaro sconta un indebolimento medio del 4,6% annuo per il prossimo quinquennio.

Ciò implica che il biennale renderebbe effettivamente poco meno del 2% all’anno per un investitore dell’Eurozona, comunque abbastanza, tenuto conto dei rendimenti azzerati, anzi negativi che su questa scadenza si trovano nell’area e che nemmeno il Treasury riuscirebbe a garantire, una volta che si scontasse l’indebolimento atteso del dollaro contro l’euro. E se la riforma delle pensioni portasse a una fiducia strutturale verso il Brasile, il cambio si rafforzerebbe in un’ottica di medio termine, specie se nel frattempo la Federal Reserve taglierà i tassi, cercando di deprezzare il biglietto verde.

Riforme delle pensioni sul modelli cileno, la scommessa di Bolsonaro per cambiare il Brasile

[email protected] 

Argomenti: , , ,

I commenti sono chiusi.