Rating di 7 banche a rischio sullo scandalo dei bond in Messico

Grandi banche nel mirino delle agenzie di rating sullo scandalo che riguarda la presunta manipolazione del mercato sovrano messicano.

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Grandi banche nel mirino delle agenzie di rating sullo scandalo che riguarda la presunta manipolazione del mercato sovrano messicano.

L’agenzia Moody’s ha comunicato in settimana che il rating di 7 grandi banche sarebbe a rischio nel caso in cui risultassero colpevoli dalle indagini condotte dall’autorità antitrust del Messico per presunti illegalità commesse nel trading dei bond sovrani tra il 2006 e il 2016. L’ente, noto come Cofece (Commissione per la concorrenza economica), ha avviato l’inchiesta nell’ottobre di 3 anni fa e per quanto non possa per legge citare i nomi delle banche indagate, Moody’s le ha identificate in Banco JP Morgan in Mexico, Banco Santander Mexico, Bank of America Mexico, Barclays Bank Mexico, BBVA Bancomer, Citibanamex e Deutsche Bank Mexico, vale a dire le filiali con sede nel paese emergente degli omonimi colossi internazionali.

Sono tutte accusate di avere manipolato i prezzi delle obbligazioni governative messicane, anche concordando i livelli delle scorte, sia sul mercato primario che secondario. Ad eccezione di Deutsche Bank Mexico, le altre banche sono state autorizzate dal Messico come specialisti del mercato. Il trading si mostra abbastanza incisivo per i ricavi di JP Morgan, Barclays e Bank of America. E BBVA deriva il 40% degli utili proprio dal suo business messicano, con ricavi realizzati lo scorso anno nel paese latino-americano pari a 7,2 miliardi di euro.

Già precedenti di manipolazione del mercato

Il tema è al centro delle attenzioni internazionali, se è vero che poche settimane fa un giudice americano ha respinto una class action presentata da una decina di investitori istituzionali, tra cui otto fondi pensioni, contro presunti abusi perpetrati da Hsbc, Deutsche Bank, Barclays e Credit Suisse sulle obbligazioni messicane, citando proprio le indagini del Cofece come prova. E non è la prima volta che proprio i bond del Messico siano oggetto di reato, perché meno di un anno fa due broker e un gruppo di trader sono stati multati per un totale di circa 900.000 dollari, ritenute colpevoli di avere gonfiato il numero delle transazioni tra loro.

Nel caso siano condannate, la sanzione a carico di ciascuna banca arriverebbe fino al 10% dei ricavi annuali maturati nel Messico. Il caso apre forti interrogativi sulla trasparenza delle operazioni di trading, nel caso specifico sui mercati obbligazionari, e segue vicende giudiziarie come lo scandalo Libor, che negli anni passati ha portato a maxi-sanzioni a carico di alcune tra le principali banche al mondo, spingendo le autorità ad adottare un nuovo modello per la fissazione dei tassi “benchmark” a breve. Analoghi gli abusi riscontrati sul mercato forex, che ogni giorno vale scambi per oltre 5.000 miliardi di dollari.

Quest’anno, la curva delle obbligazioni sovrane in Messico si è un po’ sgonfiata, allontanando i timori legati all’insediamento del presidente della sinistra radicale, Andres Manuel Lopez Abrador. Il rendimento a 10 anni è sceso dall’8,47% al 7,03% e quello a 2 anni dall’8,28% al 6,89%, mentre il cambio tra peso messicano e dollaro si è rafforzato dell’1,2%.

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