Rassicurazioni Bce inutili, rendimenti ed euro corrono

Il mercato inizia a scontare un rialzo dei tassi Bce a fine anno. Rendimento Btp sopra il 2,1% ed euro in rialzo sul dollaro

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Il mercato inizia a scontare un rialzo dei tassi Bce a fine anno. Rendimento Btp sopra il 2,1% ed euro in rialzo sul dollaro

Euro e rendimenti Btp ancora in forte rialzo sui mercati. Gli investitori hanno reagito in maniera brusca, con una netta accelerazione al rialzo della moneta unica e dei rendimenti dei titoli di Stato, al discorso di martedì del presidente della Bce, Mario Draghi, secondo il quale i fattori che pesano sulla ripresa dell’inflazione sono temporanei.

 

Il mercato ha interpretato queste parole come un segnale di una possibile riduzione degli stimoli monetari. Ieri, fonti interne all’Istituto e il vicepresidente della Banca centrale Vitor Constancio hanno tentato di riportare la calma, spiegando che quanto affermato da Draghi è stato mal interpretato, ma con scarso successo.

 

Btp decennale sale sopra 2,1% ed euro a 1,14 sul dollaro

 

L’euro/usd, dopo una breve pausa di riflessione, è tornato a correre, è salito sopra 1,14 e ha aggiornato il massimo intraday a 1,1435, livelli che non si vedevano da 13 mesi e mezzo. “E’ chiaro che la Bce non è riuscita a porre rimedio alla confusione che i commenti di Draghi hanno creato“, affermano gli analisti di Commerzbank. Stesso discorso sull’obbligazionario, con il rendimento del Bund decennale in aumento di 7 punti base allo 0,45% e quello del Btp di 7 pb al 2,11%. “La reazione alquanto esagitata dei mercati al discorso pronunciato da Draghi a Sintra ha colto di sorpresa la Bce“, affermano gli economisti di Intesa Sanpaolo, ricordando che, secondo fonti vicine al presidente dell’Istituto di Francoforte, “il mercato avrebbe sbagliato a ignorare i caveat contenuti nel suo discorso, finendo così col mancare il messaggio fondamentale, che era di pazienza e certamente non di mosse imminenti“. “Coerentemente con la nostra stessa interpretazione, Draghi avrebbe voluto preparare i mercati all’annuncio di possibili cambiamenti al programma di acquisti nel corso delle riunioni autunnali, che peraltro avrebbero giá dovuto essere nello scenario previsionale di consenso“, aggiungono gli esperti.

 

Il mercato anticipa le mosse della Bce

 

Per Nick Kounis di Abn Amro invece gli investitori hanno capito fin troppo bene il messaggio del numero uno della Banca centrale. “C’è stato un chiaro cambiamento dei toni” da parte di Draghi, visto come un passo in avanti verso il tapering, puntualizza l’esperto. Non a caso il rendimento del Bund decennale, dallo 0,24%, è salito fin sopra lo 0,4%. Una riduzione potenziale degli acquisti di asset da parte della Bce sarebbe un fattore negativo per i bond della periferia dell’Eurozona rispetto a quelli core, perchè verrebbe meno il ruolo di “acquirente di ultima spiaggia” dell’Istituto di Francoforte, aggiungono gli analisti di Rabobank, facendo però notare che il mercato obbligazionario non sta ancora prezzando il tapering, anche dopo le parole da falco di Draghi. Gli spread Btp/Bund e Bonos/Bund sono infatti rimasti in un range ristretto questa settimana e non si sono quindi allargati prezzando la possibile riduzione degli acquisti da parte della Banca centrale.

 

Mercati ostaggio delle Banche Centrali

 

 

Detto questo però i continui cambiamenti di opinioni dei banchieri della Bce e della BoE non stanno aiutando affatto gli investitori a capire il futuro delle politiche monetarie delle due Banche centrali. “Il mercato è confuso perchè Draghi ha mandato i suoi galoppini a smorzare” il suo discorso da falco di martedì, commenta Greg McKenna, chief market strategist di Cfd e AxiTrader. Dietrofront anche per il numero uno della BoE, Mark Carney, che la settimana scorsa ha puntualizzato che non è il momento giusto per alzare i tassi di interesse, ma che ieri ha invece affermato che il tempo per un aumento del costo del denaro potrebbe essere vicino. Nel frattempo uno dei membri piú falco della Bce, Jens Weidann, ha affermato che il board ritiene all’unanimitá che la politica monetaria accomodante della Banca centrale europea sia appropriata.

I disaccordi possono invece sorgere riguardo a come tale politica viene applicata. Il numero uno della Bundesbank ha quindi ribadito la sua opposizione al programma di acquisti di asset della Banca centrale. “Avrei preferito abbandonare l’uso di questo strumento”, ha concluso il presidente della Buba.

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